TVBEat: la startup italiana del food delivery nei piccoli comuni italiani

TVBEat: la startup italiana del food delivery nei piccoli comuni italiani, protagonista di oggi su StartUp Mag

Durante la pandemia da covid, il settore del Food Delivery ha subito una forte accelerata, data dall’impossibilità di recarsi inizialmente al punto vendita e la chiusura fisica delle attività ristorative. In questo modo le aziende multinazionali quali Just Eat, Glovo, UberEat hanno prosperato. Ma si tratta di aziende che operano in comuni popolosi, non coprendo però la provincia, fatta di tantissime piccole città, che però sono poco presidiate. Da questo punto di vista però ha cominciato ad operare la startup italiana TVBEat, che si occupa di food delivery nei piccoli comuni italiani con meno di 50.000 abitanti.

Vediamo insieme in cosa consiste il servizio offerto da TVBEat, nel nuovo appuntamento con le startup italiane a cura del nostro portale. Benvenuti su StartUp Mag!

Food Delivery: un settore in netta crescita

Il settore del Food Delivery è davvero uno di quelli trainanti dell’economia digitale, soprattutto dall’inizio della pandemia. Il Covid-19 ha dato infatti una spinta incredibile al settore, che nel 2020 è arrivato al 20-25 % dell’intero mercato delle consegne a domicilio (dati Osservatorio Nazionale di Just Eat).

Secondo l’Osservatorio eCommerce B2C del Politecnico di Milano, il mercato del digital food delivery nel suo complesso vale 1,5 miliardi e nel 2021 ha registrato una crescita del +59% rispetto all’anno precedente. E rispetto a ciò che si pensi, anche quando la pandemia, speriamo presto, diverrà solo un ricordo, il settore delle consegne a domicilio di cibo, rimarrà una costante. Ma manca un presidio nei comuni meno popolosi, non presidiati dalle multinazionali. Ed è qui che nasce TVBEat.

TVBEat: la nascita nel 2020 in pieno covid

Per presidiare al meglio i comuni con meno di 50.000 abitanti nasce la startup TVBEat, da un’idea di Damiano Vassalli e Andrea Togni nel 2020, quindi in piena pandemia da covid.

Lo stesso Damiano Vassalli ha così affermato:

«Secondo gli ultimi dati di Coldiretti e Censis, quasi 4 italiani su 10 ordinano il cibo dalle piattaforme di consegna a domicilio. In provincia c’è una forte domanda per questo servizio, ma le multinazionali non sono interessate a lavorare al di fuori delle grandi città e dei loro dintorni. Si tratta di un problema non da poco per i ristoranti che operano nelle province, costretti a organizzarsi da soli per le consegne (quando riescono) o a rinunciare, perdendo clienti. Ecco perché abbiamo fondato TvbEat: un franchising che permette di portare il delivery ovunque, creando nuova ricchezza e posti di lavoro nei territori lontani dai grossi centri».

La startup si muove veloce e in poco tempo ha conquistato già i comuni di Lodi e Cremona, Alessandria e Tortona. Nel complesso serve oltre 150 ristoranti in 50 comuni.

Andrea Togni, co-founder di TVBEat, aggiunge:

«La nostra idea è quella di coinvolgere altri giovani imprenditori come noi, che abbiano voglia di impegnarsi e creare posti di lavoro proprio lì dove sono cresciuti, vicini ai propri affetti, partendo dai ristoratori e dagli esercenti che conoscono di persona e di cui si fidano, per poi espandersi. Aprendo una sede TvbEat si valorizza il territorio, lo si fa vivere e crescere. Ecco perché abbiamo deciso di mettere il nostro modello di business e il nostro know-how a disposizione di altre persone che come noi amano l’Italia»

Questa startup italiana non ha alle spalle grandi multinazionali ed è un progetto tutto italiano, che attraverso il franchising dà la possibilità di aprire nei comuni a cui si è interessati con un investimento minimo (meno di 10.000 euro). In questo modo si incentiva l’economia locale, si creano posti di lavoro e si da la possibilità di sviluppare un business locale scalabile e sostenibile.

Ad oggi TvbEat è l’unica piattaforma di delivery che opera nei comuni al di sotto dei 30mila abitanti e in pochi mesi i locali che si sono associati al suo servizio hanno generato oltre 800mila euro di ordini.

Lo stesso Vassalli ha pronto il nuovo piano per il 2022, che consta di un nuovo sito e un’app, non solo per il food ma anche per altri settori:

«A ottobre 2021 abbiamo lanciato un nuovo sito e una nuova app per un servizio ancora più efficiente. Oltre al cibo i nostri rider possono consegnare anche altri beni, come farmaci, fiori e prodotti di elettronica. Gli strumenti per arrivare ovunque ci sono tutti».

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