Julio Velasco e Jesi: altro premio per il talento Daniele Bartocci
La governance sportiva e performance motivazionale di Julio Velasco, al primo anno in Italia (Jesi, 1983), conquistano un riconoscimento di eccellenza grazie al talento del giornalista e blogger di Jesi Daniele Bartocci, riconosciuta eccellenza sport&food. Il prestigioso Premio Cesare Guasti 2026, uno dei premi culturali e letterari nazionali più autorevoli, patrocinato anche da Ministero della Cultura, Regione Toscana e Parlamento Europeo, si prepara alla cerimonia ufficiale che si terrà tra poche settimane in Toscana, nei pressi di Prato, a due passi dalla Versilia dove Bartocci è praticamente di casa. Tra i protagonisti dell’edizione brilla appunto il pluripremiato giornalista e blogger marchigiano, nato a Jesi, Daniele Bartocci, giovane talento nel panorama culturale italiano, che sarà tra i tre premiati di spicco, eletto miglior autore per l’abstract monografico dedicato alla governance sportiva e alla leadership motivazionale di Julio Velasco (che debuttò a Catania, alla guida di Jesi, nel 1983).
Il giovane talento food and sport Daniele Bartocci, già inserito tra i 100 personaggi più influenti del 2023 al Premio 100 Eccellenze Italiane a Montecitorio e vincitore di numerosi riconoscimenti nazionali come il premio Pietro Mennea e il Top40 Under 40 Business Elite 2025, ha deciso negli ultimi anni di riportare alla luce il primo capitolo italiano della carriera di Velasco, analizzando documenti inediti e testimonianze storiche che raccontano il debutto del tecnico argentino nel 1983 in Serie A2 con il Volley Jesi Tre Valli. Un periodo molto poco esplorato dagli addetti ai lavori, che Bartocci ha ricostruito con rigore accademico e con un dettaglio unico, grazie anche alla presenza nel club marchigiano (serie A2 1983) di suo zio, primo vice‑coach di Velasco, Alberto Santoni (uno dei personaggi più amati nella storia della pallavolo marchigiana e artefice di una serie incredibile di promozioni), in quella stagione dove il Volley Jesi del Tre Valli sfiorò la promozione in A1. Il lavoro del giornalista jesino, che anno dopo anno ha continuato ad arricchire il proprio saggio storico-sportivo esclusivo sui primi mesi in Italia di Velasco, offre una lettura nuova delle performance manageriali e mentali di uno dei più grandi allenatori dello sport internazionale, mettendo in luce le radici della sua filosofia vincente. Un saggio che è assolutamente di insegnamento per le nuove generazioni che ambiscono a un ruolo da protagonista, non solo all’interno del mondo dello sport.
Il Premio Letterario Nazionale 2026 dedicato al grande Cesare Guasti (tra i più grandi intellettuali della Toscana) ha riconosciuto la qualità di questa ricerca storico-sportiva e filosofica, premiando Bartocci come autore del miglior abstract monografico dell’edizione 2026, ulteriore conferma del valore di un professionista della comunicazione che negli ultimi anni ha saputo distinguersi tra letteratura sportiva, eccellenza food, giornalismo e divulgazione culturale. La cerimonia in Toscana celebrerà un lavoro che unisce storia, sport e cultura, riportando al centro dell’attenzione un capitolo fondamentale della carriera di Julio Velasco e consolidando la crescita di Bartocci come una delle voci più autorevoli (e migliori giornalisti giovani under 40) più autorevoli della nuova generazione italiana. Bartocci che aveva vinto l’anno scorso anche il premio nazionale di Filosofia a Certaldo.
In altre parole, bisogna evidenziare – per concludere – che la governance sportiva e managerialità vincente di Julio Velasco a Jesi nei primi anni Ottanta (all’arrivo in Italia dall’Argentina) hanno rappresentato e rappresenteranno per sempre uno dei capitoli più affascinanti e commoventi della storia del volley italiano e jesino. E in questa direzione il lavoro del giornalista di Jesi Daniele Bartocci ha avuto il merito di riportarlo alla luce con rigore e passione, in maniera esclusiva ed esaustiva, come mai fatto fino ad oggi. Grazie alla sua ricerca approfondita fatta negli anni su documenti inediti e testimonianze dirette dei protagonisti di allora, Bartocci ha in sostanza valorizzato col suo stile unico il primo anno italiano di Velasco in una vera e propria opera celebrativa. Un saggio appassionante, a tratti emozionantissimo, che mostra a tutti gli amanti dello sport come già nel 1983 il tecnico argentino avesse introdotto una mentalità manageriale e motivazionale rivoluzionaria, capace di trasformare il Volley Jesi in una realtà competitiva e visionaria, che sfiorò la massima serie da matricola.




