RoseBio: la startup italiana che vuole rendere più accessibile la diagnostica oncologica di precisione
RoseBio: la startup italiana che vuole rendere più accessibile la diagnostica oncologica di precisione, nel post a cura di StartUp Mag
La medicina di precisione sta cambiando il modo in cui vengono diagnosticate e trattate molte forme di tumore. In Italia, secondo i dati del registro RATIONAL, circa il 45% dei pazienti oncologici presenta mutazioni genetiche “actionable”, cioè potenzialmente trattabili con farmaci mirati già disponibili o in fase di sperimentazione.
Il problema, però, è l’accesso. Secondo quanto emerso dall’Italian Summit on Precision Medicine, oltre 50.000 nuove diagnosi oncologiche ogni anno potrebbero beneficiare di terapie mirate e personalizzate, ma oggi solo una piccola parte dei pazienti accede alla profilazione genomica approfondita e tempestiva necessaria per individuare il trattamento più adatto.
In questo scenario si inserisce RoseBio, startup nata a Brescia nel 2024 come spin-off del Consiglio Nazionale delle Ricerche, specializzata in diagnostica molecolare oncologica di precisione.
Il collo di bottiglia della diagnostica genomica
Le terapie di precisione esistono già e molte sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale, ma il percorso diagnostico resta spesso complesso, lento e concentrato nei grandi centri.
I principali ostacoli sono:
- tempi di attesa lunghi, con ritardi medi fino a quattro settimane
- costi elevati
- complessità dei test genomici
- disuguaglianze territoriali tra aree e strutture sanitarie
- minore accesso nei piccoli centri e nelle province
Il rischio è arrivare tardi, quando la finestra terapeutica utile si è già ridotta.
Come afferma Marcella Chiari, co-founder e CEO di RoseBio:
“Le cure di precisione oggi esistono già, e la maggior parte sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale, ma il percorso diagnostico necessario per prescrivere i farmaci corretti è spesso lento, e si concentra solo nei grandi centri. Il rischio è quello di arrivare in ritardo, quando la finestra terapeutica si è già ristretta. Il nostro obiettivo è velocizzare i tempi e rendere democratica la diagnostica, anche nelle piccole province italiane”.
ZipArray: la piattaforma proprietaria di RoseBio
La risposta tecnologica sviluppata da RoseBio si chiama ZipArray, una piattaforma proprietaria progettata per rilevare con elevata sensibilità le mutazioni del DNA tumorale.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, ZipArray può restituire risultati in meno di 4 ore, a un costo inferiore a 100 euro per test, utilizzando strumentazione già presente in molti laboratori clinici attrezzati.
Il posizionamento della tecnologia è particolarmente interessante perché si colloca tra due approcci già noti:
- Next Generation Sequencing, molto potente ma più costoso e con tempi di refertazione più lunghi
- Digital PCR, più rapida ed economica ma limitata nell’analisi simultanea delle varianti
ZipArray si propone come una terza opzione, capace di analizzare da 30 a 500 varianti in un unico test, coprendo le indicazioni diagnostiche rilevanti senza la complessità dell’NGS.
Diagnostica più rapida, ripetibile e accessibile
Uno dei vantaggi principali di ZipArray è la possibilità di rendere la diagnostica più rapida e sostenibile anche dal punto di vista economico. Il costo contenuto permette infatti di ripetere il test più volte nel tempo, monitorando l’evoluzione della malattia e la risposta alla terapia.
Questo aspetto è cruciale in oncologia, perché il tumore può cambiare nel tempo e sviluppare resistenze ai farmaci. Disporre di uno strumento ripetibile significa poter seguire più da vicino l’andamento del paziente e intervenire prima.
ZipArray può inoltre lavorare sia su biopsia tissutale sia su biopsia liquida, rendendo possibile l’analisi del DNA tumorale circolante attraverso un semplice prelievo di sangue.
Come sottolineano Silvia Galbiati e Natasa Zarovni, co-founder di RoseBio:
“Dopo la diagnosi iniziale, il tumore al colon-retto si evolve, e a volte sviluppa resistenze ai farmaci. Seguire questa evoluzione con biopsie tissutali ripetute non è praticabile. Attraverso la biopsia liquida, invece, ZipArray riesce a rilevare le tracce di DNA tumorale che circolano nel plasma con un semplice prelievo di sangue. Significa poter monitorare il paziente nel tempo, capire se la terapia sta funzionando, e intervenire prima che la malattia prenda un’altra direzione”.
Una tecnologia complementare, non sostitutiva
Un punto importante del progetto RoseBio è che ZipArray non nasce per sostituire NGS o dPCR, ma per affiancarle.
La piattaforma può essere usata in modo complementare: l’NGS può individuare nuovi cloni mutazionali emersi durante la terapia, mentre ZipArray può monitorarli nel tempo in modo mirato. Allo stesso modo, la dPCR può quantificare con precisione la carica mutazionale dopo uno screening multiplex condotto dall’array.
Questa logica di integrazione rende la tecnologia potenzialmente utile in diversi percorsi diagnostici, soprattutto dove servono velocità, ripetibilità e sostenibilità.
Un team scientifico nato tra ricerca e clinica
RoseBio si fonda su un team con competenze fortemente interdisciplinari. Alla guida c’è Marcella Chiari, CEO, specializzata in chimica farmaceutica e diagnostica miniaturizzata. Accanto a lei lavorano Natasa Zarovni, biologa esperta di biopsie liquide, Silvia Galbiati, biologa molecolare presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, Alessandra Fischetti, ingegnere nucleare, e Francesco Damin, ricercatore CNR.
Le collaborazioni con il CNR e con l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano hanno contribuito allo sviluppo scientifico e alla validazione iniziale della piattaforma. Sono inoltre già partiti studi di validazione clinica in contesti reali, mentre i contatti con l’Atlas University di Istanbul aprono alla possibilità di una validazione internazionale.
Oltre l’oncologia: farmacogenetica e malattie infettive
Lo sviluppo di RoseBio non si ferma alla diagnostica oncologica. Le linee di ricerca e sviluppo puntano ad applicare la stessa tecnologia anche ad altre aree della medicina di precisione, come la farmacogenetica e la diagnostica tempestiva delle malattie infettive.
L’obiettivo resta lo stesso: rendere i test più rapidi, accessibili e utili per prendere decisioni cliniche nel momento giusto.
Il ruolo dell’intelligenza artificiale
RoseBio utilizza l’intelligenza artificiale in modo pragmatico, integrandola dove può portare valore concreto. L’AI supporta il disegno e il proof reading delle sonde molecolari, componente centrale di ZipArray, e semplifica l’interfaccia con il clinico.
Il punto non è sostituire il lavoro medico o biologico, ma rendere il risultato del test più leggibile e rapidamente utilizzabile, evitando percorsi bioinformatici lunghi e complessi.
Innovazione e accessibilità nella medicina di precisione
Il caso RoseBio mostra una direzione importante per l’innovazione sanitaria: non basta sviluppare terapie avanzate se i pazienti non riescono ad accedere in tempo alla diagnostica necessaria.
La vera sfida della medicina di precisione è portare il test giusto al paziente giusto nel momento giusto. RoseBio prova a intervenire proprio su questo passaggio, con una piattaforma pensata per ridurre tempi, costi e barriere territoriali.
In un sistema sanitario che deve conciliare innovazione, sostenibilità e accesso equo alle cure, ZipArray rappresenta un esempio di come la tecnologia possa contribuire a rendere la diagnostica avanzata più democratica e più vicina ai bisogni reali dei pazienti.

