Web Summit 2018: la nostra classifica delle startup

Web Summit 2018: la nostra classifica delle startup più interessanti

Il Web Summit è terminato giovedì con la bellissima premiazione della startup vincitrice della Pitch Competition e con il discorso finale del Presidente del Portogallo Duarte, che ha dato appuntamento ai presenti per l’anno prossimo.

Ma la kermesse lusitana ha regalato non soltanto la gloria a Wayve, startup inglese del machine learning nel settore dell’automotive, ma ha fatto anche conoscere diverse altre realtà innovative che hanno partecipato al “Programma Alpha“, presentando in stand la propria idea di business. Si tratta di startup provenienti da tutto il mondo, le quali potevano incontrare in stand possibili finanziatori, stampa e semplici curiosi, ai quali presentare il proprio prodotto/servizio.

Noi di StartUp Magazine abbiamo incontrato alcune di queste realtà e ve le mostriamo in anteprima sul nostro magazine!

Curiosità: l’età media degli startupper dei paesi extra-europei e del Nord Europa è molto più bassa rispetto a quella degli italiani e degli startupper del Sud Europa. Dato che abbiamo potuto riscontrare girando per gli stand nei tre giorni dedicati all’evento, dove abbiamo incontrato ragazzi giovanissimi ma dalle idee già chiare sul proprio futuro.

Classifica delle startup presenti al Web Summit 2018

Tra le diverse startup presenti all’evento (erano presenti centinaia di realtà e quindi non potevamo menzionarle e incontrarle tutte), abbiamo scelto quelle che per noi erano più interessanti e non si tratta di una classifica oggettiva in base a indicatori. Quindi non dovete fare altro che godervi queste idee, e perchè no, trarne ispirazione.

Partiamo subito con la nostra classifica delle startup:

  • Boat On, startup francese che ha sviluppato un’innovazione digitale (chiamata Boat On Pro) utile per i proprietari di piccole imbarcazioni. Infatti si tratta di una piattaforma capace di gestire in ogni momento tutti gli aspetti legati alla propria imbarcazione, come la ricerca di un porto dove ormeggiare o parcheggiare fisicamente la propria barca, contattare l’assistenza in caso di guasti, trovare l’assicurazione più vantaggiosa tra quelle disponibili in rete;
  • Industry Masters, startup maltese che ha sviluppato un business game chiamato BizBattle Royale, che prevede la possibilità di giocare online (da solo o in modalità multi player) contro altri giocatori che concorrono per essere l’azienda leader del settore e vincere la concorrenza sul mercato.
  • AR Market Srl, startup italiana di Roma, che ha implementato una piattaforma e un sistema integrato di realtà aumentata applicabile al proprio business o che le web agency possono usare per gestire più clienti in maniera automatizzata e in un unico luogo virtuale, senza grossi intoppi e investimenti;
  • Kwaita, startup tedesca, la quale ha inventato un sistema di social networking, utile a incrementare la clientela nel settore ristorazione, e ideale quindi per ristoranti, pub e pizzerie;
  • FlipFlop, startup americana di New York, i cui responsabili hanno ideato una piattaforma virtuale dove poter rivendere i pacchetti di hotel e bed and breakfast già prenotati e per i quali non è possibile disdire la prenotazione, riuscendo così a sub-affittarli a terzi;
  • VeedyBox, piattaforma digitale creata da una startup israeliana, capace di creare e personalizzare le proprie pubblicità video in modo veloce e semplice, incrementando così le possibilità di conversione della propria clientela;
  • Crowd4Roads, startup italiana che ha sviluppato un modello chiamato SmartRoadSense, un’applicazione che usa lo smartphone e il GPS per individuare e classificare le irregolarità della strada percorsa dal proprio autoveicolo, inviando i dati in maniera anonima al comune responsabile della tenuta del manto stradale. Quest’applicazione inoltre integra un sistema di Trip Sharing, simile a BlaBlaCar e un gaming online. Questa idea peraltro è stata anche co-fondata mediante il programma Horizon 2020, programma dell’Unione Europea;
  • KashKlik, startup israeliana capace di ottimizzare i propri sforzi promozionali di influencer marketing, connettendo mediante la piattaforma l’azienda con gli influencer più adatti al proprio business e attraverso i quali sviluppare la propria campagna promozionale, per la quale l’influencer viene retribuito in base ai click e all’engagement generato dal post;

La nostra classifica delle startup è terminata. Vi lasciamo ad alcune foto scattate agli startupper in stand con me e Mario De Donno. Alla prossima da StartUp Magazine!

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