Steve Jobs: biografia del co-fondatore Apple

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Steve Jobs: biografia del co-fondatore Apple nel post di StartUp Mag

Bentrovati su StartUp Mag, il sito dedicato all’innovazione e al mondo delle startup. Per il post di oggi vogliamo riprendere il nostro racconto sugli imprenditori famosi, che a loro modo hanno cambiato il mondo. Ne abbiamo descritti diversi nei vari post scritti negli anni dal nostro magazine, ma non avevamo mai citato uno dei più grandi visionari del suo tempo: stiamo parlando di Steve Jobs, imprenditore e co-fondatore di Apple e un uomo che ha radicalmente modificato la nostra concezione di tecnologia. E’ stato capace di lanciare sul mercato prodotti che hanno rivoluzionato le nostre abitudini, unendo al concetto di utile e funzionale anche quello di bello e di design.

In questo post ripercorriamo gli step della vita di Steve Jobs, passo dopo passo, fino a giungere alla sua prematura scomparsa il 5 ottobre 2011.

steve jobsSteve Jobs: gli inizi

Steven Paul Jobs, meglio noto come Steve Jobs è nato a San Francisco il 24 febbraio del 1955. Ma all’inizio non si chiama così. Infatti nasce come Abdul Latif Jandali, figlio di padre siriano, Abdulfattah “John” Jandali, che all’epoca è uno studente e successivamente diviene professore di Scienze Politiche, e madre di origini svizzero/tedesche, Joanne Carole Schieble.

Dopo la nascita, la coppia decide di non tenere il bambino, che viene affidato in adozione ad una coppia americana residente a Mountain View, contea di Santa Clara, California: Paul Reinhold Jobs e Clara Hagopian, che di lavoro sono meccanico di automobili e contabile. Steve inoltre scopre di avere anche una sorella biologica più giovane, Mona Simpson, scrittrice.

Curiosità: la madre biologica di Steve Jobs non voleva firmare le carte dell’adozione quando si accorge che i genitori adottivi non possiedono un’adeguata istruzione.

Come affermato dallo stesso Steve in un’intervista:

“Voleva che fossi affidato a una coppia di laureati. Quando scoprì che la mia madre adottiva non aveva finito il college, e il marito neppure il liceo, si rifiutò di firmare le carte. Finché non le garantirono che sarei andato all’università”.

Steve viene quindi adottato, e battezzato dai genitori adottivi, che lo educano alla fede cristiano-luterana.

Ha avuto da sempre difficoltà a fare amicizia con i bambini della sua età, che lo vedevano come un “solitario”.

Jobs ha difficoltà a studiare in un’aula tradizionale poiché tendeva a resistere alle figure autoritarie, spesso si comporta male ed è sospeso alcune volte da scuola.

Dall’età di dieci anni, Steve Jobs è profondamente interessato all’elettronica e diviene amico di molti ingegneri che vivono nel suo quartiere.

Molto curioso e sempre affamato da sapere, come promesso alla madre biologica, Steve si iscrive al Reed College di Portland, Oregon, dopo essersi diplomato alla Homestead di Cupertino.

Ma la vita da universitario non è molto interessante per Steve che dopo un semestre abbandona il college ma non la sua attitudine alla curiosità e alla tecnologia. Decide di mollare tutti i corsi ufficiali e di seguire solo quelli che gli interessano, uno su tutti quello di Calligrafia, dove impara tutto su scrittura, lettere e caratteri e che gli servirà non poco per la realizzazione dello stile tipografico del suo Macintosh.

Ed è così che lascia il dormitorio universitario e si fa ospitare a casa di amici.

Inizia un periodo nel quale inizia a raccogliere bottiglie di coca-cola vuote per consegnarle e ricevere la cauzione di 5 centesimi a bottiglia. Si presentava al tempio di Hare Krishna la domenica per mangiare gratis e secondo Leander Kahney, che scrive una biografia non autorizzata su Steve Jobs, prova una dieta di sole mele, nella speranza che ciò gli permettesse di non lavarsi.

Inizia poco dopo, vista la sua passione fin dall’adolescenza per la tecnologia, a lavorare nell’azienda di videogiochi Atari. Qui lavora alla prima versione del circuito del videogioco Breakout, ma dopo poco decide insieme al collega e amico Steve Wozniak di mettersi in proprio: nasce in un famoso e celeberrimo garage l’azienda Apple.

Quel garage, che si trova nella casa di famiglia di Steve Jobs su Crist Drive a Los Altos, in California, è stata aggiunta all’elenco dei siti storici di Los Altos nel 2013.

garage apple
Fonte: Wikipedia

Steve Jobs in Apple

La vita professionale di Steve Jobs in Apple è divisa in due periodi distinti: gli inizi insieme a Wozniak e il lancio dell’azienda tra i colossi della tecnologia, e il ritorno negli anni ’90 dopo un periodo di separazione (che coincide con quello più nero della storia dell’azienda americana).

Quindi iniziamo dai primi passi di Steve Jobs in Apple.

Fondazione Apple

La fondazione di Apple Computer Company (oggi Apple Inc.) avviene il 1° aprile del 1976 da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne, che però decide subito di tirarsi fuori dopo aver ricevuto la prima commessa.

Il logo Apple

Il primo logo Apple è realizzato nel 1976 da Ronald Wayne. Il logo raffigura Isaac Newton seduto sotto un albero con una mela che gli penzola sulla testa. Il design comprende anche una scritta poco visibile che recita:

”Newton, una mente sempre in viaggio attraverso strani pensieri… in solitudine“.

Successivamente il logo è riprogettato perchè poco intuitivo e non adatto ad una rappresentazione grafica.

Quindi il lavoro passa al graphic designer Rob Janoff, che realizza la famosa “mela col morso”, che sarebbe diventata ben presto uno dei loghi aziendali più iconici e riconoscibili della storia.

Perchè quel logo?

Non esistono delle risposte certe in merito, il tutto è avvolto da un alone di mistero, forse voluto dalla stessa azienda per dare maggiore enfasi alla storia del brand.

apple logoI primi anni e i sacrifici di Jobs e Woz

Per potersi finanziare, all’inizio vengono fatti molti sacrifici: ad esempio Jobs vende il suo pulmino Volkswagen e Wozniak la sua calcolatrice scientifica.

Il lavoro viene all’inizio svolto nella camera di Steve, per poi spostarsi nel garage della sua casa di Crist Drive a Los Altos.

In cucina Jobs cercava i primi investitori usando il telefono, mentre Wozniak si presentava in garage circa una volta alla settimana con nuovi codici da inserire all’interno del loro prototipo.

Uno dei primi dipendenti di Apple è un amico e collega di università di Steve, Daniel Kottke.

Apple I

E’ quindi in casa Jobs che tutti insieme lavorano al primo computer, l’Apple I, inizialmente venduto ai membri dell’Homebrew Computer Club, anche se in verità il primo computer è progettato prima della fondazione della società (marzo 1976).

Il modello Apple I è un computer formato da pochi componenti. Poteva essere collegato a una TV e aveva un sistema di accensione molto semplificato per l’epoca. Di questo modello ne sono venduti circa 200 e ciò attira l’attenzione del primo investitore di Apple, colui che capisce le potenzialità del duo Jobs-Wozniak e del brand: stiamo parlando di Mike Markkula, che investe nel 1977 una cifra di circa 250.000 $ in cambio di un terzo di Apple.

Markkula porta Apple all’attenzione di Arthur Rock, che dopo aver visto l’affollato stand Apple all’Home Brew Computer Show, investe $ 60.000 nel progetto e si unisce al consiglio di amministrazione di Apple.

Jobs non è felice quando Markkula poi recluta Mike Scott della National Semiconductor nel febbraio 1977 come primo presidente e CEO di Apple.

apple I
Apple I fonte: Wikimedia Commons

I modelli Apple II ed Apple III

I modelli successivi di Apple sono Apple II ed Apple III. Il primo è il modello iniziale finito e che non ha bisogno di essere assemblato, mentre il secondo è stato definito un flop, poiché aveva una grande potenza di calcolo, ma eliminando la ventola per il raffreddamento del computer, questo era soggetto a problemi di surriscaldamento.

Si vocifera che ad eliminare la ventola è stato lo stesso Jobs, che la ritiene esteticamente non elegante.

Con il modello Apple II si raggiunge il primo milione di dollari di vendite.

Nel dicembre 1979 Steve Jobs fa un incontro importante: visita l’azienda Xerox, dove stanno lavorando studiando un sistema di interfaccia grafico che avrebbe permesso di lavorare con il computer attraverso un menu a icone.

E’ la svolta non solo per Apple ma per l’intero settore del personal computer che divengono più facili da usare grazie anche all’utilizzo di una tastiera. Il concetto di usabilità o User Experience da questo momento diventa il mantra di Steve Jobs. A questa grande scoperta si aggiunge il mouse, che rende il computer ancora più facile da usare.

Siamo ormai giunti all’inizio degli anni ’80 e la fortuna di Jobs comincia a farsi cospicua e lui stesso continua  innovare la sua creatura, che anno dopo anno si fa sempre più sofisticata e attira un popolo di appassionati.

Il 12 dicembre 1980 Apple viene quotata in Borsa e dopo pochi giorni vale già 256 milioni di dollari. Alla fine del 1980 la società vale già 1,79 miliardi di dollari. L’azienda è ormai in ascesa e Jobs diviene uomo di copertina sui principali magazine del settore.

Poi arriva il momento di Lisa. Questo è un computer sviluppato da Apple e rilasciato il 19 gennaio 1983.

È uno dei primi personal computer a presentare un’interfaccia utente grafica (GUI) in una macchina destinata a singoli utenti aziendali. Lo sviluppo di Lisa inizia nel 1978 e i primi esemplari vengono venduti ad un prezzo esorbitante: quasi 10.000 $ a pezzo!

steve jobs-steve wozniakMacintosh

Jobs inizia a dirigere lo sviluppo del sistema Macintosh nel 1981, quando assume il progetto dal primo dipendente Apple Jef Raskin, che concepisce il computer (Wozniak era in congedo durante questo periodo a causa di un incidente aereo all’inizio di quell’anno).

Nel frattempo nel 1983, Jobs attira John Sculley di Pepsi-Cola per ricoprire il ruolo di CEO di Apple, chiedendogli:

“Vuoi passare il resto della tua vita a vendere acqua zuccherata o vuoi avere la possibilità di cambiare il mondo?”

L’Apple Macintosh è lanciato il 22 gennaio del 1984 attraverso uno spot televisivo trasmesso al Super Bowl e intitolato “1984”, che si conclude con le parole:

“Il 24 gennaio, Apple Computer introdurrà Macintosh. E vedrai perché il 1984 non sarà come il 1984”.

Il 24 gennaio 1984, lo stesso Jobs presenta il Macintosh a un pubblico incredibilmente entusiasta alla riunione annuale degli azionisti Apple, tenutasi presso l’Auditorium Flint.

L’ingegnere Macintosh Andy Hertzfeld ha descritto la scena come “un pandemonio”.

Il Macintosh è basato su The Lisa (e l’interfaccia utente grafica basata su mouse di Xerox PARC), ed è stato ampiamente acclamato dai media con forti vendite iniziali che lo supportano.

Tuttavia, la bassa velocità di elaborazione del computer e la gamma limitata di software disponibili hanno portato a un rapido calo delle vendite nella seconda metà del 1984.

Ma Apple diviene già allora uno dei brand più iconici al mondo.

Steve Jobs viene fatto fuori da Apple

Purtroppo iniziano i dispiaceri di Jobs in Apple, dovuti all’andamento mediocre delle vendite del suo Macintosh. Infatti iniziano gli attriti tra Jobs e il Cda del brand, che portano Steve a dimettersi e lasciare la sua creatura nel 1985. Infatti le vendite non decollano per alcuni problemi di Macintosh e alla crescente concorrenza, e forse anche a un mercato non ancora pronto per questo tipo di tecnologia.

Fatto sta che Jobs ne incolpa John Sculley, l’amministratore delegato. Jobs e Sculley vengono allo scontro, ciascuno attribuendo all’altro la responsabilità del mancato successo del Macintosh.

Sculley pone il cda di fronte all’alternativa “o me o lui”. Il consiglio si schiera dalla sua parte ed è così che il 31 maggio, in seguito a una riorganizzazione manageriale, i poteri di Jobs vengono notevolmente ridotti, togliendogli anche le cariche di vicepresidente e di direttore generale della divisione Mac.

A questo punto Jobs intraprende alcuni viaggi in Europa e Unione Sovietica per promuovere i computer Apple, ma a settembre comunica al consiglio le proprie dimissioni irrevocabili.

E’ da questo momento che Apple si ferma. Da quel settembre del 1985 non sarà più la stessa, perdendo molto terreno rispetto ai suoi concorrenti.

Dal 1985 al 1997: NeXT e Pixar

Questi dodici anni di transizione professionale di Jobs sono raccontati dallo stesso come “una benedizione” perchè lo hanno liberato dalle responsabilità dell’azienda da lui creata, che in parte soffocano il suo animo creativo, e troppo dipendente dalle vendite per poter migliorare il prodotto da lui stesso realizzato.

Un’azienda da lui creata in un garage e che al 1985 vale 2 miliardi di dollari e con 4.000 dipendenti gli dice addio, che in verità si rivelerà poi un arrivederci.

Nel frattempo con il suo patrimonio Steve Jobs inizia nuove avventure professionali. Infatti fonda una nuova compagnia, la NeXT Computer. Apple intenta una causa legale per cercare di bloccare la sua iniziativa. Le due parti raggiungono un accordo extra giudiziale con il quale Jobs si impegna a non assumere personale proveniente da Apple e concede addirittura alla sua ex-azienda il diritto di verificare ogni nuovo prodotto NeXT prima dell’uscita sul mercato.

Nel frattempo nel 1986 acquista la Pixar dalla Lucas Films, una casa di produzione cinematografica, con l’obiettivo di realizzare unicamente animazioni computerizzate.

La NeXT produce in quegli anni computer tecnologicamente avanzati e dalle performance incredibili per l’epoca, ma non riesce ad imporsi per i prezzi troppo alti dei suoi prodotti. Ma la sua seconda intuizione, la Pixar, ha vita molto più longeva e il successo è clamoroso: film quali Toy Story nel 1995 e A Bug’s Life, realizzati interamente a computer, sbancano i botteghini di tutto il mondo e l’intuizione di Jobs diviene un altro fragoroso successo.

Ciò fa arrossire e non poco la stessa Apple, che nel frattempo non se la passa altrettanto bene. Infatti nel 1996 la Apple Computer aveva necessità di aggiornare il sistema operativo e contatta Jobs il quale gli propone il NeXTSTEP, sistema operativo della NeXT. In cambio chiede che la Apple acquisisse la NeXT, all’epoca in grave crisi.

Questo viene ad essere da molti definito come un riavvicinamento tra le parti, che capiscono di non poter fare a meno l’uno dell’altra. Troppo importante Steve Jobs per Apple e viceversa per poter stare lontani.

Ed ecco che nel 1997 l’allora AD Apple, Gil Amelio, viene allontanato e Jobs torna come CEO di Apple per la cifra simbolica di 1 $ di stipendio (ovviamente con premi di produzione inclusi nel contratto).

Jobs ed Apple tornano insieme e da qui che inizia la vera scalata Apple al successo mondiale.

Le innovazioni di Apple successive al ritorno di Jobs

Tornato al timone della Apple, Jobs si trova ad affrontare una profonda crisi finanziaria nella sua società.

Per poter andare avanti decide di licenziare moltissimi dipendenti, alcuni dei quali senza alcun preavviso. Era l’unico modo per andare avanti in una situazione come quella in cui si trovava l’azienda. Ma da qui in poi l’ascesa dell’azienda è pressochè inarrestabile!

iMAC

Prima cosa da fare in Apple è mettere a posto il suo core business: i personal computer. E per farlo decide di lanciare una nuova linea di computer con il sistema operativo iMAC, introdotto nel 1998.

Il primo iMac, rivestito in plastica Bondi Blue, è diverso da qualsiasi personal computer precedente.

Nel 1999, Apple introduce l’Apple iMac grigio grafite e da allora ha notevolmente modificato la forma, il colore e le dimensioni mantenendo il design all-in-one.

Le idee di design avevano lo scopo di creare una connessione più profonda con l’utente. L’iMac di Apple è messo in vendita per la cifra di $ 1.299, quindi molto più economico rispetto a quelli messi in commercio dal brand in precedenza.

Il nuovo iMac presenta anche cambiamenti lungimiranti per quel tempo, come l’eliminazione dell’unità floppy e passaggio ad USB per il collegamento di periferiche. Quest’ultima modifica ha portato, attraverso il successo dell’iMac, a rendere popolare l’interfaccia tra i produttori di periferiche di terze parti, come dimostra il fatto che molte delle prime periferiche USB erano realizzate in plastica traslucida (per adattarsi al design di iMac).

iPod

La seconda cosa fatta da Jobs una volta di nuovo al timone di Apple è stata quella di diversificare la produzione.

Stop quindi alla sola vendita di personal computer. Il brand può divenire qualcosa di più.

E quindi spazio alla realizzazione dell’iPod, un lettore multimediale di canzoni in formato mp3, le quali possono essere ascoltate dall’utente potendole scaricare mediante una libreria multimediale disponibile in rete, ossia iTunes.

Il primo iPod è lanciato il 23 ottobre del 2001. La capacità dei primi iPod varia dai 5 ai 10 GB, e hanno una dimensione ridotta rispetto agli altri competitor.

L’iPod è stato venduto per $ 399 e oltre 100.000 iPod sono stati venduti prima della fine del 2001.

Dopo la prima generazione di iPod, negli anni seguenti Apple rilascia l’iPod Classic basato su disco rigido, l’iPod Touch touchscreen, l’iPod Nano con funzionalità video e l’iPod Shuffle senza schermo.

iPhone

Ma la vera innovazione, la vera rivoluzione forse degli ultimi 30 anni risponde a un solo nome: iPhone.

Steve Jobs comprende subito che la potenzialità del telefono cellulare va oltre il semplice strumento utile per chiamare e ricevere sms.

Perchè non usare il cellulare come una sorta di mini-computer da portare sempre con sè e con il quale collegarsi alla rete, ascoltare musica, ma anche scattare bellissime foto e realizzare magnifici video?

Ed ecco che si inizia a lavorare al primo i-Phone nel 2005. Il primo modello è stato lanciato nel 2007 ed è subito un successo clamoroso.

L’iPhone completo ha funzionalità multimediali e funziona come uno smartphone touch-screen quad-band.

L’iPhone 3G è rilasciato a luglio 2008 con tre caratteristiche chiave: supporto per GPS, dati 3G e UMTS / HSDPA tri-band.

Nel giugno 2009 è la volta dell’iPhone 3GS, i cui miglioramenti includevano il controllo vocale, una fotocamera migliore e un processore più veloce.

L’iPhone 4 è invece più sottile dei modelli precedenti e ha una fotocamera da cinque megapixel in grado di registrare video in HD a 720p e dotata di una fotocamera frontale per le video-chiamate.

Una delle caratteristiche principali di iPhone 4S, introdotto nell’ottobre 2011, è stata Siri, un assistente virtuale in grado di riconoscere la voce.

E’ l’ultimo modello uscito prima della prematura scomparsa di Steve Jobs, che avviene proprio in quel periodo.

iPad

Accanto a iPod e iPhone, un altro magico strumento è stato lanciato sotto la direzione di Steve Jobs: stiamo parlando di iPad.

Questo è un tablet basato su sistema operativo iOS, lanciato il 3 aprile del 2010. iPad è un prodotto molto elegante, più sofisticato del semplice tablet, e dà la possibilità all’utente di svolgere tantissime attività che solo un laptop (molto più ingombrante) può svolgere, consentendo tantissime funzioni differenti.

Vita privata Steve Jobs

La vita privata di Steve Jobs è condensata di tanti momenti. L’adozione al momento della nascita è un momento chiave nella vita di Steve, così come l’incontro con Wozniak, che ha dato vita ad Apple.

Tra le sue prime fiamme vi è Chrisann Brennan, la sua prima fidanzata, dalla quale ha avuto una figlia, Lisa, all’età di 23 anni e che riconosce dopo il test di paternità. Lisa peraltro ispira Jobs nel nome di uno dei suoi primi modelli di personal computer.

Profondamente spirituale, si avvicina all’induismo prima (viaggia in India nel 1974 in un viaggio alla ricerca di sé stesso), e al buddismo poi. Ed è così che nel marzo 1991 si sposa con Laurene Powell, con una cerimonia officiata da un monaco buddhista.

Dal matrimonio sono nati Reed nel settembre 1991, Erin nel 1995 ed Eve nel 1998.

La vita di Steve Jobs è anche costellata di abuso di droghe, come l’LSD e di problemi legati al suo carattere egocentrico e pignolo, che gli creano non pochi problemi con gli altri colleghi e amici.

Steve Jobs morte

Steve Jobs muore all’età di 56 anni il 5 ottobre del 2011, a seguito di complicanze legate al cancro, che lo uccide dopo molti anni di battaglia. Oggi riposa all’Alta Mesa Memorial Park.

Steve Jobs filmografia

Negli anni si sono succedute pellicole dedicate alla vita del co-fondatore e imprenditore visionario americano.

Ecco alcuni dei film dedicati a Steve Jobs:

  • I pirati di Silicon Valley (Pirates of Silicon Valley) – film TV, regia di Martyn Burke (1999)
  • The Pixar Story, regia di Leslie Iwerks (2006) – documentario
  • Steve Jobs – L’intervista perduta (Steve Jobs: The Lost Interview), regia di Paul Sen (2012) – documentario
  • Jobs, regia di Joshua Michael Stern (2013)
  • Steve Jobs, regia di Danny Boyle (2015)
  • Steve Jobs: The Man in the Machine, regia di Alex Gibney (2015) – documentario

Steve Jobs: frasi celebri

Sono molte le frasi celebri dette da Steve Jobs durante la sua vita. Memorabile il suo discorso ai neo-laureati di Stanford il 15 giugno del 2005, entrato nella storia come uno dei discorsi più incredibilmente motivanti mai pronunciati in pubblico.

Eccolo qui di seguito:

Vogliamo salutarvi con alcune delle frasi più celebri formulate da Steve Jobs, che vi riportiamo qui di seguito:

  • Valevo oltre un milione di dollari quando avevo 23 anni e oltre 10 milioni di dollari quando avevo 24 anni, e più di 100 milioni di dollari quando ne avevo 25. Ma sai, non era poi così importante, perché non l’ho mai fatto per soldi. Essere l’uomo più ricco al cimitero non mi interessa. Andare a letto la sera dicendosi che si è fatto qualcosa di meraviglioso, questo è quello che conta per me;
  • Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
    (Steve Jobs, Discorso all’Università di Stanford, 12 giugno 2005)
  • Siate affamati, siate folli – Stay hungry, Stay foolish.
  • Baratterei tutta la mia tecnologia per una serata con Socrate.
  • Il design non riguarda solo l’aspetto del prodotto, o l’effetto che fa tenerlo in mano. Il design è come funziona
  • Vuoi passare il resto della tua vita a vendere acqua zuccherata, o vuoi avere la tua occasione per cambiare il mondo?
    (Frase pronunciata da Steve Jobs a John Sculley)
  • Questo è un giorno che ho aspettato con ansia per due anni e mezzo. Ogni tanto, viene avanti un prodotto rivoluzionario che cambia tutto. Si è molto fortunati se si ha la possibilità di lavorare anche solo con uno di questi nella tua carriera. Chi ha lavorato con Apple è stato molto fortunato. Apple è stata in grado di introdurne alcuni nel mondo. Nel 1984, abbiamo introdotto il Macintosh. Non ha cambiato solo Apple. Ha cambiato l’intera industria del computer. Nel 2001, abbiamo introdotto il primo iPod. Non ha solo cambiato il nostro modo di ascoltare la musica. Ha cambiato l’intera industria musicale. Bene, oggi, stiamo introducendo tre prodotti rivoluzionari di questo tipo. (Lancio di iPhone)
  • Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.
    (Steve Jobs, Discorso all’Università di Stanford, 12 giugno 2005)
  • Non puoi solo chiedere ai clienti che cosa vogliono e poi provare a darglielo. Per quando l’avrai costruito, vorranno qualcosa di nuovo;

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