Startupper, ma senza diploma: come conseguire il titolo nel modo più agevole possibile

Se si è incappati in una o più bocciature e si vuol prendere il diploma nel più breve tempo possibile, senza abbandonare l’attività imprenditoriale avviata e per potersi dedicare totalmente ad essa al più presto, si può anche valutare la possibilità di usufruire di un servizio di recupero anni scolastici.

Il recupero di anni scolastici consente di recuperare anni perduti per via di bocciature, appunto, o di quant’altro abbia rallentato gli studi, e anche in questo caso il diploma finale ha una validità totale e del tutto equivalente a quella dei diplomi emessi dagli istituti statali.

Tali servizi sono molto diffusi, dunque chi è interessato può informarsi su quanto è disponibile nella propria città: Studenti&Docenti, ad esempio, è considerata un punto di riferimento per quel che riguarda il recupero anni scolastici a Milano.

Quello degli startupper è un mondo variegato, ma sicuramente molto giovane: tantissimi fondatori di aziende innovative sono under 30, molti di loro hanno vent’anni o poco più, di conseguenza può assolutamente accedere che alcuni di loro non abbiano conseguito il diploma.

C’è chi ha successo senza un diploma, ma…

Per fondare un’azienda, ovviamente, non è necessario possedere un determinato titolo, ciò che conta è avere un’idea e saper svolgere bene il lavoro che si andrà a compiere, ciò non significa, tuttavia, che l’istruzione non sia importante.

Tantissimi startupper, soprattutto quelli attivi nel mondo digitale, sono riusciti a sviluppare business importanti senza aver conseguito il diploma, e i guadagni ottenuti potrebbero portarli a credere che terminare la scuola non sia poi così importante.

La realtà, ovviamente, è del tutto diversa, e se ci si chiede perché la scuola, e in generale l’istruzione, non debba essere trascurata, si potrebbero scrivere lunghissime trattazioni.

Perché conseguire un diploma è oggi fondamentale

Quel che è evidente è che qualsiasi attività imprenditoriale, anche quella che gode, attualmente, di una grande floridità, potrebbe subire dei cali in futuro, o perfino scomparire del tutto, e questo è il motivo principale per cui l’istruzione, quantomeno quella più basica, non va mai messa in secondo piano: sentirti “arrivati”, credere che con i primi guadagni conseguiti tutto sia possibile, o che si possa vivere tranquillamente per tutta la vita, sarebbe davvero un pessimo errore.

Allo stesso tempo, non si può non sottolineare il fatto che il diploma rappresenta ormai, in Italia, il titolo di studio di base: se si effettuasse un’analisi di tutti i concorsi pubblici che vengono banditi in Italia, come anche delle offerte di lavoro da parte di privati, la persona priva di diploma sarebbe esclusa almeno nel 90% dei casi.

Oggi si può studiare anche in modi molto “smart”

Anche per lo startupper non diplomato, dunque, portare a termine gli studi è fondamentale, e questo non significa abbandonare l’attività che è stata avviata: le due cose, infatti, possono assolutamente coesistere.

Oggi, d’altronde, esistono tantissimi modi per conseguire un diploma in modo “smart”, senza l’iter canonico che prevede la presenza fisica in classe e lo studio casalingo pomeridiano.

Le scuole superiori private consentono ai loro allievi di formarsi in modo flessibile, ad esempio tramite lezioni da remoto che possono essere seguite in qualsiasi momento della giornata, oppure con servizi di tutoraggio ad personam.

I diplomi rilasciati da queste scuole, è utile sottolinearlo, sono assolutamente equivalenti a quelli rilasciati dalla scuola statale, e sono di conseguenza spendibili nel medesimo modo nel mercato del lavoro, sia pubblico che privato.

Rinunciare al diploma sarebbe un grosso errore

Anche lo startupper di maggior successo, dunque, non dovrebbe mai rinunciare a conseguire il diploma, per una molteplicità di motivi.

La disponibilità di tante soluzioni che consentono di raggiungere tale obiettivo all’insegna della flessibilità, d’altronde, sono un’ulteriore ragione per non rinunciare a questo titolo che, come detto, è ormai considerato indispensabile nel nostro Paese.

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