Startup giapponesi: combattere le malattie degli anziani con l’IoT

Startup giapponesi: come in Oriente si affronta il problema dell’età

Oggi si fa un gran parlare di nuove tecnologie, startup, malattie legate all’anzianità. Ma come fare ad affrontare la sfida della terza età utilizzando le nuove tecnologie?

Degli esempi utili ci giungono dal Giappone, mediante la rivista Forbes, dove l’età media della popolazione avanza e dove il numero di anziani cresce più di quello dei giovani. Occorre quindi mettere appunto delle soluzioni utili a combattere il problema dell’invecchiamento e delle malattie collegate all’età con i giusti strumenti: quelli messi a disposizione dai dispositivi IoT.

In questo post di StartUp Magazine illustreremo tutte le sfide che si stanno affrontando nel paese giapponese e legate alla salute degli anziani.

La sfida per la salute in Giappone: il diabete

Secondo un’indagine del 2016 del Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare, sono circa 10 milioni gli adulti in Giappone che soffrirebbero di diabete. Per comprendere meglio questi dati, basti pensare che erano invece 6,9 milioni i giapponesi sospettati di avere la malattia nel 1997: un incremento di più di tre milioni rispetto a 20 anni fa.

Inoltre secondo uno studio del 2015 su 160.000 adulti giapponesi, che era pubblicato nel Journal of Diabetes Investigation, è emerso che “un aumento sostanziale della prevalenza del diabete è atteso in Giappone nei prossimi decenni, principalmente a causa dell’invecchiamento della popolazione adulta”.

“Il Giappone è una società attesa da un invecchiamento veloce nei prossimi anni e molti anziani non sanno come prendersi cura della propria salute”, afferma Kohjiro Ueki, direttore del Diabetes Research Center presso il Centro nazionale per la salute e la medicina globale (NCGM) a Tokyo. “Non è ancora chiaro fino a che punto possiamo far migliorare i livelli di glucosio nel sangue. Tuttavia, il Giappone è probabilmente in testa ad altri paesi su questo tema.”

Per poter affrontare al meglio questa sfida, i ricercatori giapponesi si stanno affidando massivamente alle nuove tecnologie, e specificatamente alla IoT.

Gestire il diabete con lo smartphone

I pazienti diabetici che partecipano allo studio promosso dal centro di ricerca, misurano il loro peso, il livello di attività, il numero di misure adottate e la pressione sanguigna su base giornaliera. Per fare ciò, stanno usando smartphone e un’app chiamata Shichifukujin (che rappresentano secondo la cultura giapponese le sette divinità della buona fortuna) che invia i dati giornalieri ai pazienti che si sono sottoposti allo studio.

Ogni divinità rappresenta un aspetto importante delle abitudini di vita del giapponese: Fukurokuju, il dio della saggezza e della longevità, sovrintende alla registrazione dei dati; Ebisu, il dio della ricchezza, delle colture e del cibo, veglia sulle calorie e sulle abitudini circa l’alimentazione; Bishamonten, il dio della fortuna e della guerra, cura l’attività fisica; Daikokuten, il dio del commercio e della prosperità, è responsabile della dieta; Hotei, un guardiano di bambini, è responsabile per il peso corporeo; Jurojin, il dio degli anziani e della longevità, controlla la pressione sanguigna; e Benzaiten, la dea della saggezza e protettrice di artisti, sovrintende alle prestazione totali del paziente.

I dati generati dagli utenti vengono caricati sul cloud di Shichifukujin, dove i medici possono monitorare i progressi dei pazienti. Duemila di loro, di età compresa tra 20 e 75 anni, stanno partecipando allo studio biennale PRISM-J, iniziato a gennaio 2018. Supportato dalla Japan Diabetes Society, il PRISM-J è lo studio più lungo del suo genere al mondo.

Come gestire attacchi di cuore e colpi di calore con l’IoT

La tecnologia può essere applicata a vari usi sportivi, come lo yoga e il sollevamento pesi, nonché per aiutare i lavoratori giapponesi nello svolgimento delle proprie mansioni.

Un elemento interessante è legato al combattere i colpi di calore e gli attacchi di cuore utilizzando le nuove tecnologie. Ad esempio l’hamon smartwear potrebbe aiutare a tenere d’occhio gli anziani durante le torride estati del Giappone: Mitsufuji ha collaborato con ricercatori universitari per sviluppare alcuni algoritmi che funzionano con lo smartwear hamon, per rilevare quando si può verificare un colpo di calore.

“Hamon è in grado di monitorare la frequenza cardiaca in modo più stabile rispetto ai dispositivi indossabili esistenti con il cinturino”, afferma il CEO di Mitsufuji Ayumu Mitera. “Saremo in grado di rilevare il colpo di calore utilizzando questa tecnologia, e può anche inviare avvisi ai responsabili dell’assistenza sugli infarti”.

 

Interessante la constatazione del CEO di Mitsufuji, che sembra quasi una profezia per il futuro:

Penso che entro il 2040 o giù di lì, le persone non avranno più bisogno di andare in ospedale perché le malattie e i sintomi saranno rilevati in anticipo. Stiamo iniziando ora a superare questa soglia. “

Affrontare le malattie legate all’invecchiamento con accessori legati al fashion

Il Giappone sta lanciando vari tipi di dispositivi IoT per aiutare la società ad affrontare meglio l’invecchiamento.

Ad esempio, le etichette intelligenti inserite in scarpe e borse possono aiutare a localizzare i pazienti affetti da demenza che si allontanano ripetutamente, mentre i tag UHF lavabili nelle lenzuola degli ospedali possono avvisare gli amministratori quando è il momento di buttarle.

I sensori IoT vengono integrati nell’abbigliamento dal brand Mitsufuji, il quale è ora focalizzato sullo sviluppo e sulla produzione di fibra conduttiva metallizzata in argento con il marchio AGposs e i prodotti IoT indossabili con il suo marchio monomarca intelligente, commercializzato a partire dal 2016.

 

Insomma l’invecchiamento elevato nella popolazione adulta giapponese richiede l’intervento della tecnologia per riuscire a gestire al meglio una fase molto delicata nella vita di ognuno di loro. Vista la condizione simile dell’Italia, qualcosa andrebbe studiato anche qui da noi.

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