Startup e imprenditoria femminile: perché servono annunci più inclusivi
Startup e imprenditoria femminile: perché servono annunci più inclusivi per attrarre nuove founder, nel post a cura di StartUp Mag
Nel panorama dell’innovazione italiana, il tema della partecipazione femminile nel mondo delle startup resta centrale. Secondo i dati di Unioncamere, in Italia le donne guidano solo il 22% delle imprese e appena il 14% delle startup innovative.
Un dato che sorprende ancora di più se confrontato con il livello di preparazione delle imprenditrici. Il 34,5% delle donne che avviano un’impresa possiede una laurea, contro il 23,4% degli uomini, mentre nel 37% dei casi la scelta imprenditoriale nasce da un progetto orientato alla qualità e alla costruzione di valore nel lungo periodo.
Il problema, quindi, non è la competenza, ma il contesto in cui il talento femminile viene intercettato e valorizzato.
Il gap culturale nell’ecosistema startup
Secondo Mamazen, uno dei fattori che contribuiscono alla minore presenza femminile nel mondo delle startup riguarda dinamiche culturali e modelli educativi.
“Il talento femminile c’è ed è persino più preparato, ma non viene adeguatamente intercettato, o viene intercettato troppo tardi” – spiega Farhad Alessandro Mohammadi, CEO dello Startup Studio Mamazen. “Molte donne tendono a candidarsi solo quando sentono di rispondere pienamente ai requisiti richiesti, mentre gli uomini, in media, sono più propensi a mettersi in gioco anche quando soddisfano solo una parte dei criteri. Questa dinamica affonda le radici in modelli educativi e aspettative sociali che, nel tempo, hanno incentivato maggiore prudenza e una più alta soglia di autovalutazione prima di esporsi. È un fattore culturale che incide sulla propensione al rischio e che le organizzazioni devono imparare a riconoscere e valorizzare”.
Il risultato è un ecosistema in cui molte potenziali founder restano ai margini, non per mancanza di capacità ma per barriere culturali e narrative.
Il ruolo del linguaggio negli annunci startup
Per lo Startup Studio Mamazen, uno dei punti da cui partire per cambiare questa dinamica riguarda il modo in cui vengono scritti gli annunci di ricerca per founder e imprenditori.
Il linguaggio utilizzato nelle job description non è mai neutro: riflette il punto di vista, l’esperienza e i riferimenti culturali di chi lo scrive.
Per anni, l’imprenditoria è stata raccontata con un’estetica aggressiva e marcatamente maschile, fatta di leader “dominanti”, “instancabili” e “ossessionati dalla performance”.
Questa narrativa rischia di escludere implicitamente molte professioniste, rafforzando l’idea che per diventare imprenditrici sia necessario dimostrare un livello di preparazione superiore.
Non a caso, il 74% delle imprenditrici finanzia l’avvio della propria attività con capitale proprio o familiare e l’età media delle founder è più alta rispetto a quella dei colleghi uomini.
Come scrivere annunci inclusivi nel mondo startup
Secondo Mamazen, rendere gli annunci più inclusivi può contribuire ad ampliare la platea di talenti interessati a intraprendere un percorso imprenditoriale.
Tra i principali elementi da considerare
1. Superare il linguaggio competitivo e “bellico”
Raccontare l’imprenditoria come una guerra da combattere può scoraggiare molte candidate. Un linguaggio più realistico e collaborativo consente di descrivere meglio la complessità del ruolo imprenditoriale.
2. Ridurre le liste infinite di requisiti
Annunci con decine di “must have” non selezionano meglio il talento, ma rischiano di allontanarlo. È più efficace distinguere tra competenze fondamentali, competenze sviluppabili e attitudini.
3. Rendere trasparente la struttura del progetto
Specificare capitale iniziale, supporto operativo, compenso minimo e struttura di equity consente di trasformare la candidatura da salto nel vuoto a scelta consapevole.
4. Spostare il focus dall’ego all’impatto
Molte imprenditrici scelgono di avviare un’impresa per costruire valore nel lungo periodo. Parlare di impatto sociale, responsabilità condivisa e leadership collaborativa rende l’annuncio più rappresentativo della realtà dell’imprenditoria contemporanea.
Un linguaggio più consapevole contribuisce a ridurre bias impliciti e ad ampliare la partecipazione femminile nel mondo startup.
La ricerca di nuovi founder nello Startup Studio Mamazen
Nel portfolio Mamazen, 4 startup su 11 includono donne tra i founder, mentre all’interno dello Startup Studio 3 membri del team su 11 sono professioniste, con ruoli di responsabilità anche in ambito finanziario.
Per rendere il processo di selezione più inclusivo, Mamazen ha deciso di riscrivere i propri annunci utilizzando anche strumenti di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di eliminare bias linguistici e ampliare la platea dei candidati.
Lo Startup Studio è attualmente alla ricerca di un/una Chief Executive Officer (Co-founder) per guidare una startup costruita attorno a un problema già pre-validato in ambiti ad alto impatto come:
- Femtech
- Digital Health
- Servizi per categorie fragili
- Semplificazione legale e amministrativa
L’opportunità prevede 150.000 euro di capitale operativo già allocato, un compenso iniziale per permettere al founder di dedicarsi al progetto senza pressione finanziaria immediata, il supporto operativo dello Startup Studio e una struttura di equity chiara, con il 70% complessivo destinato ai founder e suddiviso tra i due co-founder.
Il futuro dell’imprenditoria innovativa
Secondo Mohammadi, il cambiamento non può limitarsi a iniziative isolate o politiche di incentivo:
“Il futuro del lavoro femminile (e non solo) non si costruisce solo con quote o incentivi. Si costruisce intervenendo sui modelli educativi, sulle aspettative culturali e sul modo in cui definiamo leadership e rischio. Gli annunci sono un aspetto del tema, ma il cambiamento deve essere più profondo: il futuro dell’innovazione italiana dipende dalla capacità di ampliare l’accesso all’imprenditoria, non di adattare le persone a un modello preesistente”.
Ampliare l’accesso all’imprenditoria significa rendere l’ecosistema startup più competitivo, innovativo e rappresentativo del talento disponibile. Al link l’annuncio a cui candidarsi.

