Startup, è fuga: il 20% dei fondatori va all’estero

Startup, è fuga: il 20% dei fondatori di imprese innovative va all’estero. Ne parliamo in StartUp Mag!

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Per il post di oggi vogliamo riportare una notizia apparsa sul Corriere della Sera che vede un espatrio di massa dal nostro paese delle startup innovative e dei suoi fondatori. Infatti circa il 20% dei fondatori delle startup innovative ha lasciato il paese negli ultimi quattro anni. Inoltre solo Milano e Torino riescono a tenere botta e a registrare dei progressi nel campo dell’innovazione e dell’impresa rispetto alla media europea.

Guardando ai numeri, pubblicati sul quotidiano italiano ed estrapolati da uno studio di Startup Heatmap dell’European Startup Initiative, sembra grave la situazione di Roma, la capitale italiana, che passa dalla posizione 38 alla posizione 80 su un totale di 107, nella classifica delle città europee scelte per fondare una startup innovativa.

Come detto, meglio Milano, che si piazza ottava in classifica seguita da Torino (27esima), Trento (38esima) e Bologna (46esima), tutte fra le prime cinquanta città europee.

Nello specifico, la città italiana che ha incrementato maggiormente le proprie performance è Torino, che ha guadagnato terreno rispetto agli anni scorsi, mentre Milano si conferma tra le prime dieci in Europa e attrae soprattutto fondatori dal sud del continente, ma anche da Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo.

E di quel 20% di fondatori che decide di lasciare il nostro paese?

Di quella percentuale, solo il 27% mantiene affari in Italia e sono quelli che registrano il livello di internazionalizzazione più basso.

Quindi solo Milano e Torino possono mantenere in piedi l’Italia dal punto di vista delle startup? Perchè le istituzioni italiane non fanno nulla da questo punto di vista?

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