Startup Abbigliamento: consigli su come svilupparne una

Startup Abbigliamento: consigli su come svilupparne una da StartUp Mag

Creare una startup è sempre impresa alquanto ardua, per quanto si possa provare. Infatti solo una minima percentuale di quelle fondate riesce poi a sostentarsi e sopravvivere. In questo post a cura di StartUp Magazine, vedremo insieme come sviluppare una startup abbigliamento, individuando poi degli esempi di fashion startup che sono riuscite a farcela.

Benvenuti nel mondo delle startup e dell’innovazione a cura di StartUp Magazine!

Startup moda: l’idea e un piano di business

Per prima cosa, quando si decide di aprire una startup abbigliamento e moda, si deve avere un’idea di business sulla quale investire:

  • tempo;
  • denaro;
  • competenze;

Questa idea può scaturire in diversi modi: ad esempio un’intuizione personale, oppure osservando il mondo che ci circonda, riuscendo a cogliere così un bisogno inespresso o non soddisfatto da parte di una fetta di popolazione (nicchia o mercato target). Altri invece, maturando esperienza nel settore della moda, riescono a capire cosa manca e come soddisfare quel bisogno latente. Ancora per i più inesperti, esistono società di consulenza, le quali sono capaci di effettuare studi di settore, individuando così possibili idee sulle quali investire.

L’idea deve riguardare qualcosa di unico e deve rispondere alle seguenti domande:

Cos’è che renderà unica la tua azienda? Perché le persone dovrebbero preferire i tuoi prodotti a quelli di altri? Per via dello stile, del prezzo, del valore o dell’immaginario che stanno acquistando? Cosa porto di nuovo rispetto a ciò che c’è già? Punti di forza? Punti di debolezza?

Una volta avuta l’idea, il momento successivo è svilupparla, secondo un’impostazione del tutto manageriale.

Oggi per sfondare nel mondo degli affari, e quindi anche nel settore della moda, non basta avere un’idea e aver individuato il target giusto, ma bisogna essere organizzati, sviluppando un piano di business a medio-lungo periodo.

Importanti sono i seguenti documenti:

  • Business plan;
  • Gantt;
  • Marketing plan;

Lo staff: competenze al servizio dell’idea di business

Altro aspetto fondamentale per creare la propria identità di brand è mettere su uno staff con competenze eterogenee, tali da poter ricoprire i ruoli chiavi all’interno dell’azienda. Molto importante è avere dei soci con i quali dividersi onori ed oneri. A volte è accaduto con famigliari (come nel caso di Patrizio Bertelli, marito di Miuccia Prada), altre volte con amici, o ancora colleghi di lavoro e di studi, con i quali si ha una vision condivisa.

Poi accanto ad una compagine societaria solida e con i medesimi valori, sarà molto importante affiancargli altri professionisti in settori chiave, quali:

  • finanza e contabilità;
  • giurisprudenza;
  • management;
  • marketing e comunicazione;
  • creatività (fotografi, stilisti, grafici);

Attenzione poi al budget: occorre mettere in preventivo (e in questo il business plan ci viene in aiuto) una serie di spese iniziali, a volte molto elevate, per iniziare ad essere da subito operativi.

Le startup abbigliamento e moda che ce l’hanno fatta

Aiutandoci con il sito Fortuneita.com, elenchiamo l’insieme delle fashion startup che sono riuscite a farcela sviluppando il proprio piano d’azione:

  • Else Corp, la quale offre una piattaforma B2B per virtual retail in 3D. In altre parole, ciò che fa è scannerizzare il corpo del cliente per creare abiti ed accessori su misura;
  • Dress you can, che permette alle proprie clienti di noleggiare un abito da sera o un accessorio elegante, a un prezzo molto più contenuto;
  • Velasca è la startup che invece produce scarpe da uomo artigianali realizzate nelle Marche e vendute in tutto il mondo attraverso il web;
  • Lanieri, startup italiana che vuole portare la sartorialità maschile e l’eccellenza italiana sul web;
  • Vegea, che ha realizzato un tessuto simile alla pelle recuperando gli scarti della produzione del vino, quindi riutilizzando la vinaccia, le bucce, i semi e i raspi dell’uva.
  • Duedilatte, startup moda che trasforma la caseina, cioè un prodotto ricavato dal latte, in magliette e abiti;
  • Orange Fiber, la startup siciliana fondata da Adriana Santonocito ed Enrica Arena, la quale produce filati ricavati dagli scarti della produzione di succo di arancia;

Queste sono solo alcune delle startup italiane nella moda che ce l’hanno fatta a rendere la propria idea un business. Se vuoi far conoscere la tua storia, vi invitiamo a contattarci. Alla prossima da StartUp Mag!

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