Sperimentato ad Amsterdam il primo Roboat

Roboat: sperimentate le prime barche autonome nel canale di Amsterdam

Il futuro del mondo è affidato alla robotica. Anche nei mari probabilmente avremo navi in grado di navigare da sole per consegnare merci e portare i passeggeri da un luogo all’altro. E il primo punto di partenza di un trasporto marittimo automatizzato è rappresentato da Roboat. Sviluppato dagli scienziati del Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) del MIT e del Senseable City Laboratory, insieme all’Amsterdam Institute for Advanced Metropolitan Solutions (AMS Institute) nei Paesi Bassi, questo è il primo prototipo di barca autonoma in grado di portare i passeggeri da un posto all’altro lungo i canali di Amsterdam.

Questa invenzione segue un lungo percorso che dal 2015 sta guidando il team di esperti, i quali sono giunti ad un modello in scala di circa 2 metri in grado di navigare in automatico.

L’obiettivo è rilasciare questa invenzione al pubblico in modo tale da avere molteplici compiti: dal trasporto di persone fino ai prodotti e perfino alla raccolta dei rifiuti.

La barca al momento è in grado di funzionare per 10 ore ed essere caricata in versione wireless. Inoltre il suo funzionamento è affidato ad una serie di software e altri sensori, in grado di evitare collisioni e capire il percorso migliore per portare un oggetto da A a B. Questo pacchetto di sensori è denominato “kit di percezione” e consente a Roboat di comprendere l’ambiente circostante. Gli algoritmi di controllo, simili a quelli utilizzati per le auto a guida autonoma, funzionano un po’ come un timoniere che dà ordini ai rematori, traducendo un determinato percorso in istruzioni verso i “propulsori”, che sono delle eliche che aiutano la barca a muoversi.

Daniela Rus, docente di ingegneria elttrica e informatica al MIT, direttrice del CSAIL, ha così affermato:

“Ora disponiamo di una maggiore precisione e robustezza nei sistemi di percezione, navigazione e controllo, comprese nuove funzioni, come la modalità di avvicinamento e di aggancio e il posizionamento dinamico migliorato, in modo che la barca possa navigare nelle acque del mondo reale. Il sistema di controllo di Roboat si adatta al numero di persone sulla barca.”

Carlo Ratti, professore di la pratica presso il Dipartimento di Studi Urbani e Pianificazione (DUSP) del MIT e direttore del Senseable City Lab ha invece commentato così:

“Il sistema consente a Roboat di connettersi ad altre imbarcazioni e alla docking station, per formare ponti temporanei per alleviare il traffico, così come palchi galleggianti, cosa che non era possibile con l’ultima iterazione”

Fabio Duarte, il ricercatore del DUSP e scienziato capo del progetto ha aggiunto:

“Poiché Roboat può svolgere i suoi compiti 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e senza uno skipper a bordo, aggiunge un grande valore per una città. Tuttavia, per motivi di sicurezza, è lecito chiedersi se sia auspicabile raggiungere il livello A di autonomia. Proprio come un custode di un ponte, un operatore a terra monitorerà Roboat a distanza da un centro di controllo. Un operatore può monitorare oltre 50 unità Roboat, garantendo operazioni senza intoppi”.

Ecco a voi il video di presentazione del progetto:

Per un’invenzione come questa, Amsterdam è il luogo ideale per essere lanciata. Staremo a vedere come evolverà questa innovazione. Nel frattempo per ulteriori informazioni potete visitare il sito internet ufficiale del progetto al link qui di seguito.

Alla prossima con il mondo dei robot, a cura di StartUp Mag!

1 Commento
  1. […] a questi ragazzi e alla startup Reefilla per il proseguo della sua attività. Alla prossima con il mondo delle startup, a cura del nostro […]

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