Ridaje! La startup sociale che vuole riabilitare i senzatetto

Ridaje! La startup sociale italiana che vuole dare una seconda possibilità ai senza fissa dimora

Cosa accade quando un ex volontario in servizio alla stazione Termini di Roma – oggi CEO di Pedius – un Manager della stessa azienda, un Coordinatore Scientifico di ERSHub, un docente della Luiss Guido Carli ed il CEO di Elysium si incontrano? Semplice, nasce una bellissima iniziativa sociale/imprenditoriale per aiutare i senzatetto a reinserirsi nella società: Ridaje! Ma andiamo con ordine.

Conosciamo chi sono i fautori di questa iniziativa: il CEO di Pedius è Lorenzo Di Ciaccio – il quale ha sviluppato un device che permette ai non udenti di parlare al telefono; Sara Del Vecchio è la Communication and Marketing Specialist di Pedius; Luca Mongelli è Coordinatore Scientifico di ERSHub; Marcello Di Paola è docente Luiss Guido Carli e fondatore di Minima Urbania ed infine Ahmed Abdel Rahman che è invece il Ceo di Elysium.

Quando nasce Ridaje

Ridaje parte con un fundraising di 20.000 euro, attivando una piattaforma in grado di fare incontrare domanda ed offerta di decoro per le aree verdi abbandonate della Capitale. Il recupero di queste aree è effettuato dai senzatetto che hanno così un’opportunità di reinserimento nella società e una piccola remunerazione di 400 euro.

Il progetto è partito dal Campus della Luiss Business School ma mira a diventare una Srl ad Agosto. L’obiettivo del progetto è quello per l’appunto della reintegrazione dei senzatetto nella società, creando un modello di impresa inclusiva in cui le persone svantaggiate possono essere impiegate come giardinieri sia per le aree pubbliche, sia a disposizione della cittadinanza.

I 20.000 euro raccolti attraverso il fundraising serviranno per remunerare mensilmente due persone in un anno, ma l’obiettivo non è dare una remunerazione, come detto – ma contribuire al reinserimento delle persone. A questo scopo la piattaforma che verrà lanciata servirà per reperire le risorse per ulteriori impieghi.

In poche parole, questa startup ha trasformato le donazioni in investimenti ed è riuscita a impostare un’impresa sociale come una vera e propria iniziativa imprenditoriale, come dire “anche la solidarietà può essere gestita in modo ben organizzato” e creare opportunità di business.

 

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