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Motori, tutte le novità della MotoGP 2024

La MotoGP gode di grandissimo seguito in Italia, anche grazie a prestazioni di atleti che hanno lasciato un segno indelebile in questa disciplina sportiva. Basta pensare a quanti siano i siti di news dedicati alla categoria, il numero di lettori e telespettatori che si mantengono informati, il mondo delle scommesse sulla MotoGP, ma soprattutto il numero di piloti italiani in pista. La memoria non può non andare a Valentino Rossi, ma in tempi molto più attuali il riferimento è senza dubbio a ‘Pecco’ Bagnaia, trionfatore recente e candidato numero uno per bissare il successo anche nel 2024: ora l’azzurro va a caccia del terzo titolo consecutivo. 

Tra le novità principali di questa annata vi è senza dubbio il passaggio in Ducati di un talento assoluto come Marc Marquez, che ha messo da parte il progetto della Honda. Un aspetto tutt’altro che secondario guardando al suo palmarès, già campione del Mondo per ben 8 volte. Gli esperti, inoltre, posizionano sulla griglia dei favoriti anche Jorge Martin, arrivato in seconda posizione la scorsa annata e desideroso di fare ancora meglio nel 2024. Molto più indietro a livello di probabilità si trovano Enea Bastianini, Brad Binder e Marco Bezzecchi, che però potrebbero senza dubbio ribaltare il pronostico iniziale. Al solito, il tifo italiano è chiamato a raccolta soprattutto nelle due date nostrane: l’appuntamento è previsto per il Mugello (31 maggio-2 giugno) e Misano (6-8 settembre).

Guardando invece alle innovazioni dal punto di vista regolamentare, le novità principali riguardano le case costruttrici. Il riferimento è alle concessioni: i team costruttori sono divisi in quattro classi a seconda dei punti conquistati, chi ne ha meno avrà maggiori concessioni e viceversa, a proposito di elementi come gomme a disposizione, wild card o giornate di prova. I maggiori beneficiari saranno Honda e Yamaha, la più penalizzata è senza dubbio la Ducati, che è sprovvista di wild card. 

Un altro grande cambiamento riguarda il calendario 2024: i 22 appuntamenti stagionali, infatti, risultano tutti raddoppiati dal momento che in ogni gara sono presenti le Sprint Race. Non sono secondarie dal momento che mettono in palio punti utilissimi per la classifica. Il regolamento in questo caso è diverso da quello della Formula 1, dove le Sprint Race sono utilizzare per stabilire la griglia di partenza. Si tratta di una gara a tutti gli effetti: la sua durata è pari al 50% rispetto a quella classica in programma la domenica e assegna una buona quantità di punti. Il vincitore ne riceve 12, mentre 9 vanno al secondo classificato e 7 a colui che occupa l’ultimo gradino del podio. Gli altri riceveranno punti in ordine decrescente fino alla nona posizione, che ottiene un solo punto. 

Infine, un cambiamento nelle moto dal punto di vista regolamentare. Già entro la fine del 2024 è previsto che almeno il 40% del carburante non sia di origine fossile, per approdare al 2027 con la sua creazione in laboratorio al 100%. Questo richiederà accorgimenti anche nella struttura della moto, che saranno poi resi noti nei mesi a venire e sicuramente a partire dalle prossime stagioni.