Master Universitari: servono davvero a trovare lavoro?

In un mondo del lavoro con una competizione sempre maggiore, ciascun candidato deve fare di tutto per dimostrare di essere la persona giusta per occupare la posizione lavorativa per la quale sta concorrendo. Per accedere alla maggior parte delle professioni oggi serve una laurea, ma talvolta questo titolo non è sufficiente.

Entra allora in gioco il discorso della formazione post laurea: dopo aver concluso il percorso di studi che ha portato alla laurea, gli studenti possono scegliere di continuare il loro percorso di formazione iscrivendosi ad uno dei master universitari disponibili. La scelta può ricadere su master proposti dall’università dove ci si è laureati o anche su master organizzati da altri atenei. Lo studente può inoltre scegliere di conseguire un titolo post laurea in un ateneo classico o in un ateneo telematico come ad esempio l’Università Niccolò Cusano.

Seguire un master serve davvero?

Il fatto che siano tanti i master disponibili e che molti studenti scelgano di percorrere questa strada non è una dimostrazione che conseguire un master sia davvero necessario. Ne sono una prova invece i dati condivisi da Almalaurea, che ha condotto uno studio per valutare la situazione relativa ai master in Italia.

Sono stati intervistate circa diecimila persone a un anno dal conseguimento del master ed è emerso che l’86,6% è riuscito a conquistare un contratto a tempo indeterminato nel giro appunto di dodici mesi. Una situazione ben diversa rispetto al tasso di occupazione che possono vantare i laureati a distanza di un anno, infatti bisogna attendere cinque anni per giungere allo stesso tasso occupazionale con una semplice laurea.

Perché il master fa la differenza?

Nella situazione attuale il master ha una valenza importantissima ed aiuta davvero a trovare lavoro in poco tempo nel proprio settore di interesse. C’è da chiedersi come mai accada questo e perché la laurea non sia sufficiente per accedere alle posizioni lavorative.

Analizzare in dettaglio le dinamiche di questo universo richiederebbe molto più tempo, ci limitiamo a sottolineare un elemento importante: la maggior parte dei corsi di laurea – sia triennali che magistrali – offerti dalle università italianeconsente agli studenti di raggiungere una preparazione teorica eccellente, ma non offre loro la possibilità di apprendere delle competenze pratiche.

Siamo lodati a livello internazionale per la preparazione dei nostri laureati, ma il nozionismo non è sufficiente per accedere al mondo del lavoro. Le aziende chiedono nuovi professionisti che abbiano anche delle competenze pratiche, ecco perché il master può consentire di avere una marcia in più. Questo spiega come mai molti studenti programmino la loro carriera universitaria nell’ottica di dover conseguire anche un master, che possa dare loro l’opportunità di specializzarsi ulteriormente e di diventare maggiormente appetibili per le aziende in cerca di nuovo personale da assumere.

Gli atenei italiani dovrebbero rivedere l’organizzazione della didattica e prevedere fin dai primi anni del corso di laurea delle attività professionali, che introducano lo studente fin da subito nel mondo del lavoro e gli consentano di laurearsi avendo anche delle competenze pratiche spendili nel settore professionale al quale desidera accedere.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.