Lifebility: concorso meritocratico per i giovani verso un business solidale

Il concorso meritocratico che indirizza i giovani verso un business solidale: intervistiamo i ragazzi di Lifebility

Lifebility nasce nel 2009 per volontà di un gruppo ristretto di membri del Lions International Club. Il progetto è nato dall’esigenza di avvicinare i giovani all’etica imprenditoriale e rendere il business più solidale. In questo post intervistiamo i fondatori di Lifebility per farci raccontare con parole proprie il progetto, la sua storia e la sue evoluzione.

Leggiamo insieme cosa hanno da dirci i ragazzi di Lifebility.

Ciao, parlateci di voi e di Lifebility: Come si è sviluppato il vostro concorso nel tempo?

Lifebility nasce nel 2009 per volontà di un gruppo di membri del Lions International Club. L’obiettivo dei suoi fondatori era un service pluriennale che fosse vicino ai bisogni attuali della società italiana e che possibilmente non fosse solo di solidarietà ma anche di stimolo verso il nuovo. All’epoca tenevamo anche presente che Milano sarebbe stata, a distanza di 5 anni, la sede di EXPO. Era appena scoppiata la crisi finanziaria da cui sarebbe derivata la crisi economica, ma secondo noi il problema all’origine era una carenza di valori etici che si associassero agli intenti imprenditoriali:

Volevamo farci promotori di un processo volto a indirizzare i giovani verso un business solidale.

Abbiamo così pensato di sensibilizzare i giovani verso i punti fondamentali della nostra etica e premiare i migliori risolvendo i loro bisogni di ingresso nel mondo del lavoro attraverso un concorso “meritocratico” a livello nazionale, strutturato in modo da coinvolgere istituzioni e aziende, oltre ovviamente alla scuola e alle Università. Nel tempo abbiamo potuto constatare che questa idea ha funzionato, permettendoci di dare a molti ragazzi l’opportunità di crescere e di far crescere le proprie idee.

Descrivete in poche parole Lifebility..

Lifebility è un concorso nazionale a partecipazione totalmente gratuita. Per descrivere questo concorso, non ci sono parole migliori di quelle dei suoi protagonisti, ovvero i vincitori del concorso e tutti gli attori delle nostre aziende partner che l’hanno sostenuto negli anni. Uno di questi ultimi, Salvatore Corradi, che afferma infatti che un’azienda dovrebbe sostenere Lifebility per due ragioni: la prima perché è utile ai giovani, la seconda è perché funziona! Giorgio Iviglia, che ha vinto LB3 nel 2013, ha definito Lifebility come un “palcoscenico, un microfono aperto per centinaia di giovani italiani”.

Scopri di più qui:

http://lifebilityaward.com/i-premi/

Quali sono i progetti presentati nelle scorse edizioni, di cui andate più fieri?

Sono molti i progetti ai quali siamo fieri di aver partecipato e sarebbe impossibile menzionarli tutti! Indubbiamente vogliamo citare il progetto di Christian Fracassi, che ha vinto il concorso nella sezione “Nutrizione e qualità della vita” con l’idea per la creazione di un dispositivo indicatore di freschezza per i surgelati. Un altro più recente progetto, che riteniamo sia particolarmente paradigmatico dell’intento di innovazione sociale proprio di Lifebility, è il Pharmacopter, un’idea di Giorgio Venezia e Alberto Lisanti per la consegna di prodotti medicinali, tramite l’utilizzo di un drone, in luoghi difficilmente raggiungibili, impervi, o in zone vessate da calamità naturali. Questi sono alcuni dei progetti vincenti, si può prendere visione degli altri all’apposita sezione del nostro sito:

Storico vincitori

Perché avete scelto di focalizzarvi sui giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni?

Ci siamo indirizzati verso questa fascia d’età in primo luogo perché lo scopo del nostro concorso è quello di instillare principi di etica in giovani creativi e dotati di un input imprenditoriale: riteniamo che questo passaggio verso l’età adulta possa essere considerato fertile dal punto di vista delle idee. In secondo luogo poi, il nostro concorso offre possibilità di stage presso le nostre aziende partner e riteniamo che sia più verosimile che persone appartenenti a questa fascia d’età necessitino di essere accompagnate verso il mondo del lavoro con una spinta alla solidarietà.

Vi differenziate per la valenza sociale e l’etica dei principi di Lions International. Potete spiegarci in cosa consistono?

Il codice dell’etica lionistica ci invita a dimostrare con l’eccellenza delle opere, la serietà della vocazione al servizio, a perseguire il successo, ad essere leali con tutti e onesti con sé stessi. Ci esorta ad affrontare con spirito d’altruismo ogni dubbio o pretesa nei confronti degli altri, ad essere solidali con il prossimo e a ricordare che nello svolgere la propria attività non si deve danneggiare quella degli altri. Sono questi dunque i punti ai quali pensiamo quando diciamo che il nostro scopo con Lifebility è quello di seminare etica negli spiriti giovani.

Qual è il premio più importante a cui un partecipante del concorso Lifebility può ambire?

Fra i vari premi offerti nel nostro concorso, riteniamo che per un giovane con spirito imprenditoriale l’opportunità migliore è indubbiamente quella che si offre con il carnet di Voucher per la creazione autonoma di una propria impresa. Spesso i costi di avviamento di un’azienda per i ragazzi sono ancora giustamente ignoti o poco chiari, un tutoraggio strutturato come quello che il nostro concorso offre può essere un valido aiuto e sostegno per entrare a far parte del mondo imprenditoriale.

Che qualità secondo voi deve possedere uno startupper per avere successo in questo mondo?

Riteniamo che imprenditore possa dirsi di chi ha un sogno e si impegna con tutte le proprie forze per realizzarlo. I giovani ai quali ci rivolgiamo, oltre ad avere delle idee creative, devono essere dotati di quelle che sono da considerarsi le caratteristiche di un futuro imprenditore di successo, sia nel pubblico che nel privato. Questi indubbiamente sono il talento, la determinazione e l’ottimismo, doti indispensabili per perseguire il proprio obiettivo senza demordere nelle fisiologiche difficoltà che si incontreranno lungo il percorso. Altre facoltà delle quali deve essere dotato un giovane startupper che noi auspichiamo come vincitore di LB8 sono indubbiamente l’innato senso di lealtà verso i propri stakeholders e fedeltà alla parola data, nell’interesse della creazione di un business etico e sostenibile.

Quali sono i prossimi passi/step professionali per lo sviluppo del vostro concorso? A cosa ambite?

I prossimi passi sono indubbiamente quelli di ampliare i nostri orizzonti verso quelle che sono le tematiche più interessanti dal punto di vista dell’imprenditorialità europea. Il 10 aprile la nostra associazione sarà organizzatrice e promotrice di un evento sulla Corporate Social Responsibility, un’affermata frontiera dell’etica di impresa. Il nostro obiettivo per quanto riguarda i finalisti del concorso è quello di portare i ragazzi a Bruxelles alla scoperta delle facilitazioni che la comunità europea mette a disposizione con il progetto europeo Horizon 2020, una strategia decennale per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva. Altro piano che abbiamo in serbo per i nostri finalisti è sicuramente quello di portarli a visitare le “silicon valleys” europee, ossia centri di eccellenza per i trend di sviluppo delle nuove realtà aziendali quali ad esempio Oxford e Cambridge (UK), Leuven (Belgio) oppure Sophia Antipolis (Francia). Quello a cui puntiamo, organizzando questo concorso, è sensibilizzare i giovani allo sviluppo di un senso etico d’impresa: vogliamo che i partecipanti e i vincitori del concorso abbiamo modo di metabolizzare quelli che sono i principi del lavoro etico, per poi applicare e rendersi promotori dell’etica sociale in futuro.

Date un vostro personale saluto ai lettori di Startup Mag.

Siamo sicuri che i principi per i quali ci battiamo con il nostro concorso saranno da voi metabolizzati e vi invitiamo ovviamente a partecipare al nostro concorso:

http://lifebilityaward.com/edizione-2017-2018/

quale migliore opportunità per mettere in gioco la propria creatività, che applicarsi ai bisogni degli altri?

Ringraziamo Lifebility per la propria testimonianza e ti ringraziamo di aver letto l’intervista.

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