Le startUp legal tech: lo sviluppo del settore in Italia

Legal tech in Italia: il quadro della situazione

Su circa 8.274 imprese legal tech presenti, le startup iscritte nel registro delle imprese rappresentano appena lo 0,15%; nella maggior parte sono aziende che producono software gestionali, a volte offrono consulenza automatizzata agli studi legali, talvolta occupandosi di compliance dello studio stesso, altre volte offrono servizi di coworking.

Ma il numero è realmente basso se paragonato ai numeri prodotti da altri stati europei, ma anche rispetto al numero delle startup iscritte al registro come startup innovative, anche se c’è da considerare che il loro numero a livello mondiale non è elevatissimo. Secondo Tracxn, nel 2016, erano circa 1.030 e nel Regno Unito se ne contavano 64, per la maggior parte operanti nell’ambito della realizzazione di tool di gestione (secondo il rapporto Movers & Shakers UK Low tech startup di legal peek e Thomson Reuters), mentre secondo dati di Village de la Justice in Francia, operano nella produzione automatizzata di contratti e/o documenti, ma si affacciano anche a settori in crescita, come i big data, l’intelligenza artificiale.

In realtà, però, soprattutto in Italia, si tratta di numeri molto limitati per svariati motivi, primo fra tutti la scarsa propensione della categoria all’informatizzazione, ma anche il gap di competenze digitali che caratterizza il nostro paese a confronto con altri paesi europei ed extraeuropei.

Ovviamente a questo si somma, in Italia, anche il problema del reperimento di capitali, per lo più in venture e questo è un problema non solo per le startup legal tech, ma anche in generale per tutte le startup: in Italia, nel 2016 sono stati investiti in startup 162 milioni, contro i 600 in Spagna ed il miliardo e 700 milioni in Francia (dati del responsabile del Ministero dello Sviluppo Economico Stefano Firpo).

Per finire questa presentazione del settore delle startup legal tech, vediamo qual è la situazione in Italia in relazione all’operatività: la maggior parte delle attività operative riguarda le necessità del mercato degli studi legali, quindi, tool gestionali e di gestione delle parcelle, ma anche valutazione della compliance, mentre sono del tutto assenti materie quali l’intelligenza artificiale, machine learning, giustizia predittiva o i big data.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.