ICT e AI

Italian Tech Landscape 2026: il tech italiano supera i 15 miliardi di ricavi e conta 9 unicorni

Italian Tech Landscape 2026: il tech italiano supera i 15 miliardi di ricavi e conta 9 unicorni. Ne parliamo su StartUp Mag

Il settore tecnologico italiano continua a crescere e a consolidarsi come uno dei comparti più dinamici del sistema economico nazionale. A confermarlo è la terza edizione dell’Italian Tech Landscape, il report che mappa e analizza l’ecosistema software italiano, presentato a Milano durante l’evento “The Year of Solidified Transformation”.

Il dato più rilevante è chiaro: il tech made in Italy ha superato i 15,2 miliardi di euro di ricavi complessivi, confermandosi come un settore sempre più strutturato, capace di generare valore, occupazione e attrattività.

Un ecosistema tech che pesa sempre di più sull’economia italiana

Secondo il report, il comparto delle soluzioni tecnologiche italiane genera oggi una media di 9,2 milioni di euro per singola soluzione, con punte che arrivano fino a 2,7 miliardi di euro per le realtà più grandi.

Anche la produttività del settore si distingue in modo netto: ogni lavoratore impiegato genera in media 215mila euro, mentre l’impatto sul PIL nazionale raggiunge lo 0,78%.

Nel complesso, il settore impiega quasi 71mila persone, concentrate soprattutto in Lombardia e Piemonte, le due regioni che guidano anche la classifica per ricavi.

Lombardia prima, Piemonte secondo: la geografia del tech italiano

La distribuzione geografica dell’ecosistema mostra una forte concentrazione in alcune aree del Paese.

La Lombardia guida la classifica con 7,3 miliardi di euro di fatturato, seguita dal Piemonte con 3,7 miliardi. Sul terzo gradino del podio si collocano ex aequo Marche ed Emilia-Romagna, entrambe con 1,1 miliardi.

Seguono poi:

  • Toscana con 597 milioni
  • Veneto con 178 milioni
  • Lazio con 176 milioni
  • Friuli Venezia Giulia con 137 milioni
  • Campania con 96 milioni
  • Puglia con 43 milioni

Dal punto di vista occupazionale, Lombardia e Piemonte si confermano i principali poli del settore, con oltre 24mila addetti nella prima e 19mila nella seconda.

L’intelligenza artificiale è il segmento più ricco

Tra tutti gli ambiti censiti dal report, è l’intelligenza artificiale a risultare il settore più remunerativo, con 4 miliardi di euro di ricavi.

Dietro l’AI si posizionano:

  • Gestionale con 3,1 miliardi
  • HR con 1,3 miliardi
  • InsuranceTech con 1,3 miliardi
  • Servizi con 1 miliardo
  • Martech con 937 milioni
  • DeepTech con 756 milioni
  • ERP con 462 milioni
  • Trasformazione digitale con 343 milioni
  • Fintech con 300 milioni
  • Robotica con 297 milioni

Questa distribuzione mostra come il mercato tech italiano non sia più limitato a poche verticalità, ma si presenti come un ecosistema articolato e diversificato, con una presenza crescente di segmenti ad alto valore.

Le soluzioni censite superano quota 1.000

Uno dei dati più significativi emersi dal report riguarda l’ampliamento dell’ecosistema osservato. In appena un anno di analisi, le soluzioni tech italiane censite sono passate da 456 a oltre 1.000, distribuite in più di 20 categorie.

Questo dato segnala una crescita non solo in termini economici, ma anche in termini di densità e varietà dell’offerta tecnologica italiana, con un ecosistema sempre più maturo e riconoscibile.

I 9 unicorni italiani valgono oltre 28 miliardi

Tra le novità più rilevanti dell’edizione 2026 c’è la mappatura dei 9 unicorni italiani, ovvero le startup o scaleup con una valutazione superiore al miliardo di euro.

Nel complesso, queste aziende valgono 28,8 miliardi di euro, generano 5,67 miliardi di ricavi e incidono sul PIL nazionale per lo 0,28%.

Le nove realtà individuate dal report sono:

  • Bending Spoons – valore 11 miliardi, fatturato 1,1 miliardi
  • Technoprobe – valore 7,9 miliardi, fatturato 756 milioni
  • Reply – valore 2,4 miliardi, fatturato 2,6 miliardi
  • Domyn – valore 1,7 miliardi, fatturato 5,6 milioni
  • Satispay – valore 1,6 miliardi, fatturato 46 milioni
  • Namirial – valore 1,1 miliardi, fatturato 74 milioni
  • Scalapay – valore 1,1 miliardi, fatturato 57 milioni
  • Facile.it – valore 1 miliardo, fatturato 140 milioni
  • Prima – valore 1 miliardo, fatturato 1,3 miliardi

Queste aziende impiegano in Italia oltre 23mila persone, e ben sei hanno sede a Milano, confermando il ruolo centrale del capoluogo lombardo nell’ecosistema nazionale.

Investimenti: oltre 545 milioni da fondi e venture capital

Anche il fronte degli investimenti mostra segnali importanti. Nel 2025, il mercato tech italiano ha attirato 545 milioni di euro da fondi e venture capital, a cui si aggiungono altri 39 milioni di euro provenienti dal community funding.

Si tratta di un dato che conferma l’interesse crescente degli investitori verso il comparto tecnologico italiano, anche se il percorso di crescita e consolidamento resta ancora aperto.

La visione de La Tech Made in Italy

Il report nasce grazie a La Tech Made in Italy, realtà fondata da Max Brigida con l’obiettivo di rendere il tech italiano più visibile, riconoscibile e competitivo a livello globale. Attraverso strumenti come l’Osservatorio dei Software Italiani, il podcast settimanale, l’evento IT’S TECH e l’Italian Tech Landscape, il progetto punta a rafforzare la consapevolezza sul valore del settore.

Come spiega Max Brigida:

“Quella del settore tech italiano è un’eccellenza che merita di entrare a pieno diritto nella narrazione del nostro sistema economico e produttivo. Non si tratta più di parlare di una promessa da mantenere, ma di un ecosistema maturo, capace di generare valore reale, occupazione stabile e attrattività internazionale. Prendere consapevolezza di questa realtà significa prendere consapevolezza del valore che questa stessa realtà può dare al sistema Paese. Siamo convinti che questa panoramica contribuirà a stimolare ulteriori sviluppi nel settore, attrarre investimenti, farci diventare una potenza europea ed essere al passo con le altre nazioni. Abbiamo tutto per poterlo fare. Quella dei ‘fiduciosi’ nelle prospettive del settore tech italiano, per fortuna, è una comunità in forte crescita, costruita attorno alla convinzione che il Tech meriti di entrare a pieno titolo tra le eccellenze del Made in Italy”.

Un settore da osservare sempre più da vicino

I numeri dell’Italian Tech Landscape 2026 raccontano un’Italia tecnologica più forte, più visibile e più strutturata rispetto al passato. Non più soltanto startup promettenti o casi isolati, ma un ecosistema che produce ricavi, occupazione e valore industriale su larga scala.

Per chi segue il mondo delle startup, questo report conferma una direzione chiara: il tech italiano non è più soltanto una promessa, ma una componente sempre più rilevante dell’economia nazionale, con il potenziale per affermarsi anche su scala europea.