Italferr e GRID+: l’AI entra nell’archeologia preventiva per accelerare i grandi progetti infrastrutturali
Italferr e GRID+: l’AI entra nell’archeologia preventiva per accelerare i grandi progetti infrastrutturali, nel post a cura di StartUp Mag
L’innovazione tecnologica sta trasformando anche settori ad alta complessità e forte impatto sul territorio, come l’archeologia preventiva applicata alle grandi opere infrastrutturali. È in questo contesto che si rafforza la collaborazione tra Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS Italiane, e GRID+, startup innovativa nata all’interno dell’Università La Sapienza di Roma.
Al centro del progetto c’è GeoAnomalySentinel, una soluzione digitale basata su intelligenza artificiale e machine learning che supporta l’analisi automatizzata di dati e immagini non invasive, migliorando l’individuazione preventiva di possibili evidenze archeologiche già nelle fasi di progettazione.
AI e dati non invasivi al servizio della progettazione
GeoAnomalySentinel integra in modo coordinato remote sensing e proximal sensing, consentendo di analizzare grandi volumi di dati territoriali e geofisici in modo coerente e strutturato. L’obiettivo è ridurre tempi e costi degli scavi esplorativi tradizionali, migliorando al contempo l’affidabilità delle valutazioni.
La soluzione nasce per rispondere a esigenze operative molto concrete:
- anticipare l’analisi delle aree potenzialmente sensibili dal punto di vista archeologico
- ridurre attività esplorative non necessarie
- supportare la pianificazione delle opere e l’ottimizzazione dei cronoprogrammi
- diminuire impatti, costi e ritardi nei progetti infrastrutturali
In fase di sperimentazione, i test su casi studio reali hanno mostrato una riduzione significativa dei tempi di analisi rispetto ai flussi di lavoro manuali tradizionali.
Il modello Italferr: innovazione strutturata e presidio metodologico
La collaborazione si inserisce nel percorso di innovazione portato avanti da Italferr, attiva da oltre vent’anni nell’archeologia preventiva attraverso una struttura interna dedicata.
L’azienda ha sviluppato nel tempo un’infrastruttura metodologica solida, che comprende:
- protocolli operativi standardizzati
- una piattaforma GIS dedicata
- procedure strutturate di correlazione e interpretazione dei dati
GeoAnomalySentinel si innesta su questo impianto, mantenendo il presidio scientifico e metodologico in capo agli specialisti, ma potenziandolo grazie all’automazione e all’AI.
GRID+ ha lavorato in particolare su una criticità chiave del settore: l’eterogeneità delle sensoristiche e delle fonti dati. Il sistema consente di normalizzare e correlare informazioni diverse, trasformandole in output leggibili e immediatamente utilizzabili dai team tecnici.
“Questa collaborazione mette a fuoco un punto essenziale: l’intelligenza artificiale diventa uno strumento operativo che trasforma dati eterogenei e complessi in indicazioni immediatamente utilizzabili dai team tecnici, senza appesantire i flussi di lavoro e mantenendo il presidio metodologico in capo agli specialisti. GeoAnomalySentinel combina automazione, tracciabilità e controllo dei risultati con un obiettivo molto concreto: rendere più chiara e gestibile la valutazione del rischio archeologico nelle fasi decisionali della progettazione” – dichiara Andrea Ceschini, CEO e co-founder di GRID+.
Premio Innovazione SMAU e prossimi sviluppi
Il progetto è stato presentato in occasione di SMAU Milano 2025, dove Italferr e GRID+ hanno ricevuto il Premio Innovazione SMAU Milano 2025, a conferma del valore della soluzione nel percorso di trasformazione digitale dei processi infrastrutturali.
Dopo la fase iniziale di sperimentazione, la collaborazione entra ora in una nuova fase di implementazione su scala più ampia, con l’obiettivo di:
- consolidare i processi
- rafforzare le integrazioni tecnologiche
- favorire il riuso del sistema in contesti operativi differenti, adattandolo alle specificità territoriali e progettuali
Quando l’open innovation incontra le infrastrutture
Il caso Italferr–GRID+ rappresenta un esempio concreto di open innovation applicata alle infrastrutture, in cui una startup deep tech lavora fianco a fianco con una grande corporate per trasformare l’AI da promessa tecnologica a strumento decisionale reale, capace di generare valore economico, operativo e ambientale.
Un modello che mostra come le startup possano giocare un ruolo chiave nella modernizzazione dei processi industriali più complessi, contribuendo a rendere le grandi opere più sostenibili, prevedibili e intelligenti fin dalla fase di progettazione.

