Intelligenza artificiale e viaggi: i chatbot diventano strumenti per conoscere i diritti dei passeggeri
Intelligenza artificiale e viaggi: i chatbot diventano strumenti per conoscere i diritti dei passeggeri, nel post a cura di StartUp Mag
L’intelligenza artificiale sta modificando anche il modo di viaggiare. Se fino a poco tempo fa il primo gesto davanti a un dubbio era aprire un motore di ricerca, oggi una parte crescente degli utenti preferisce formulare direttamente una domanda a un chatbot.
Il fenomeno non riguarda soltanto la ricerca di destinazioni, hotel, ristoranti o itinerari. Gli strumenti di AI vengono utilizzati anche per affrontare problemi concreti durante il viaggio, compresi ritardi e cancellazioni dei voli. È proprio su questo terreno che si inserisce la nuova integrazione sviluppata da AirHelp, che porta il proprio sistema di verifica dei risarcimenti direttamente all’interno di ChatGPT e Claude.
L’AI entra sempre di più nella pianificazione dei viaggi
L’utilizzo degli assistenti basati sull’intelligenza artificiale sta progressivamente entrando nelle abitudini dei viaggiatori.
Secondo i dati YouGov riportati da AirHelp, il 44% dei viaggiatori italiani utilizza strumenti come ChatGPT per pianificare o gestire un viaggio. La percentuale raggiunge il 67% nella fascia compresa tra 18 e 34 anni.
Il 22% ricorre invece all’AI per ottenere informazioni e aggiornamenti in tempo reale. In questo caso la percentuale arriva al 25% tra i 35-44enni e al 29% nella fascia 45-54 anni.
Un cambiamento che amplia notevolmente il possibile ruolo dell’intelligenza artificiale nel turismo: da strumento utilizzato prevalentemente prima della partenza a assistente digitale consultato anche quando si verifica un imprevisto.
Voli cancellati e ritardi: il problema dell’accesso alle informazioni
Uno degli ambiti nei quali questa trasformazione può avere maggiori conseguenze riguarda i diritti dei passeggeri.
Secondo una ricerca di AirHelp, i disagi aerei provocano forte stress al 66% dei passeggeri europei, mentre soltanto il 25% delle compagnie informerebbe i propri clienti sui diritti disponibili in caso di disservizio.
Il problema diventa particolarmente evidente sul fronte dei risarcimenti. Il 60% dei passeggeri che potrebbe averne diritto non presenterebbe infatti una richiesta, per mancata conoscenza delle tutele disponibili oppure per la complessità percepita delle procedure.
In Europa, a seconda delle circostanze e della normativa applicabile, i risarcimenti per determinati disservizi aerei possono arrivare fino a 600 euro.
Sempre secondo i dati diffusi da AirHelp, nel 2026 i rifiuti iniziali delle compagnie alle richieste di compensazione sarebbero saliti al 58%.
AirHelp porta il controllo dei risarcimenti dentro ChatGPT e Claude
Per intercettare gli utenti direttamente negli ambienti digitali nei quali stanno iniziando a cercare informazioni, AirHelp ha integrato il proprio strumento per la verifica dei diritti dei passeggeri all’interno di ChatGPT e Claude.
La differenza rispetto a una normale conversazione con un modello di intelligenza artificiale riguarda soprattutto l’accesso ai dati necessari per analizzare uno specifico volo.
Un chatbot può spiegare in termini generali quali normative regolano i diritti dei passeggeri. Stabilire se un singolo caso possa effettivamente dare diritto a una compensazione richiede però informazioni precise sul volo e sulle circostanze che hanno provocato il disservizio.
Ed è su questo punto che interviene l’integrazione con la tecnologia di AirHelp.
Dai dati del volo alla verifica del singolo caso
Il sistema utilizza i database proprietari dell’azienda per incrociare differenti informazioni, tra cui storico dei voli, variazioni degli orari, cause operative e giurisdizioni applicabili.
L’obiettivo è permettere all’utente di partire da una domanda formulata in linguaggio naturale.
Un viaggiatore potrebbe, ad esempio, chiedere se la cancellazione di un volo tra Barcellona e Milano gli consenta di ottenere un risarcimento. Attraverso l’integrazione, la conversazione può essere collegata ai dati necessari per effettuare una verifica più specifica della situazione, indicando l’eventuale idoneità e una stima della compensazione prevista sulla base della normativa applicabile.
Il passaggio è significativo perché porta un servizio precedentemente utilizzabile attraverso strumenti dedicati all’interno di un’interfaccia conversazionale già familiare a molti utenti.
L’AI nel turismo passa dai consigli ai servizi
L’esempio di AirHelp evidenzia una possibile nuova fase nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel settore travel.
La prima generazione di utilizzi si è concentrata soprattutto sulla produzione e organizzazione delle informazioni: chiedere dove andare, costruire un itinerario, confrontare destinazioni oppure trovare attività da svolgere.
Le integrazioni con database e servizi esterni consentono invece di spostare progressivamente il chatbot verso compiti più specifici. La conversazione diventa in questo modo un’interfaccia attraverso la quale accedere a dati e servizi verticali, senza necessariamente iniziare la ricerca attraverso un sito o un motore di ricerca tradizionale.
Per aziende e piattaforme del settore turistico, questo cambiamento apre contemporaneamente una nuova sfida: essere presenti non soltanto nei risultati dei motori di ricerca, ma anche negli ecosistemi AI nei quali gli utenti stanno trasferendo una parte delle proprie domande.
Dalla ricerca online alla conversazione
Il caso dei voli rappresenta bene questa trasformazione. Davanti a una cancellazione o a un forte ritardo, il viaggiatore ha bisogno soprattutto di capire rapidamente cosa è successo, quali diritti possiede e cosa può fare successivamente.
L’integrazione sviluppata da AirHelp punta a ridurre la distanza tra la domanda dell’utente e le informazioni necessarie per valutare il singolo caso.
L’intelligenza artificiale applicata ai viaggi si sta quindi muovendo oltre la semplice generazione di suggerimenti. La nuova frontiera riguarda l’integrazione tra interfacce conversazionali, dati aggiornati e servizi specializzati, trasformando progressivamente i chatbot in uno dei possibili punti di accesso all’assistenza durante tutte le fasi del viaggio.

