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Intelligenza Artificiale e applicazioni videoludiche

Nella continua e apparentemente inarrestabile rincorsa dei progressi tecnologici l’ultimo traguardo sembrano essere le Intelligenze Artificiali, algoritmi di apprendimento che si rivelano in grado di compiere le più sorprendenti azioni in numerosi campi. Basti pensare al tanto clamore suscitato dalle AI generative, ossia quegli algoritmi in grado di creare qualcosa partendo da un input di un utente. Testi brevi o lunghi, immagini, persino canzoni sono generate in maniera ancora piuttosto riconoscibile, ma con miglioramenti talmente rapidi da far presagire che, in un futuro più o meno incombente, sarà impossibile distinguere un’opera umana da una creata da un’AI.

Si tratta di questioni importantissime sulle quali si dibatte ad alti livelli, ma che nulla tolgono al fatto che le AI sono già pienamente inserite nella vita quotidiana. Tra i tanti ambiti nei quali operano, un posto di riguardo merita il mondo del videogioco: qui l’impiego di algoritmi AI si rivela in grado di soddisfare un numero enorme di esigenze, trovando tantissime applicazioni anche molto diverse tra loro.

Partiamo da un videogioco particolare, che proprio per le sua particolarità è stato il banco di prova per le AI fin da tempi non sospetti. Parliamo degli scacchi, e in particolare della loro versione digitale ampiamente praticata su piattaforme di ogni tipo. La complessità che caratterizza il gioco ad alti livelli è sempre stata una sfida per gli sviluppatori, ansiosi di cimentarsi con la creazione di un software capace di competere con i più grandi scacchisti umani. Un risultato ottenuto già a metà anni ’90, quando un computer appositamente sviluppato fu in grado di vincere contro Garri Kasparov; da allora le AI scacchistiche sono diventate estremamente competitive, capaci di elaborare in brevissimo tempo migliaia di combinazioni, mosse e scenari futuri, risultando avversari all’altezza dei migliori scacchisti del mondo.

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Più semplici, almeno concettualmente, le AI implementate nel gameplay di molti videogiochi. Al contrario dei codici, infatti, gli algoritmi AI sono in grado di reagire alle azioni dei giocatori anche al di là di quanto già previsto: un avversario controllato da Intelligenza Artificiale, infatti, sarà in grado di analizzare il gameplay del videogiocatore e comportarsi di conseguenza. Per esempio mettendo ostacoli in un passaggio usato in precedenza, o modificando strategie e difese in funzione di quanto utilizzato dal giocatore.

Anche nel videogaming competitivo le AI trovano ampio utilizzo, venendo spesso utilizzate come vero e proprio sparring partner. Talvolta si fanno loro controllare gli avversari, ma altre volte si implementano in programmi di allenamento che possano simulare scenari particolari o risolvere specifiche situazioni nelle quali ci si potrebbe imbattere in una partita. Si tratta di una possibilità che si rivela utilissima soprattutto nel poker online, dove non è chiaramente possibile basarsi sul linguaggio del corpo e anche i bluff si basano su probabilità astratte. Proprio per questo motivo allenarsi contro un algoritmo è un’attività senza pari per chi si cimenta con il poker competitivo in rete, predisponendo problemi da far affrontare ad algoritmi AI suggestivamente chiamati Solver, termine traducibile come “risolutore”.

Le Intelligenze Artificiali, inoltre, si rivelano un’importante risorse per abbattere i costi di produzione di un videogioco, fenomeno da anni in costante crescita e al quale si guarda con preoccupazione. Una delle più importanti voci di spesa, nello sviluppo di un videogioco di alto livello, è rappresentato dalle sessioni di motion capture necessarie per registrare le performance degli attori che interpretano i personaggi di gioco, utilizzate poi nelle sequenze filmate. Attori che spesso sono star di primo piano con retribuzioni proporzionate: troviamo celebrità come Giancarlo Esposito, Mads Mikkelsen, Norman Reedus e Keanu Reeves, tanto per limitarsi ad alcuni esempi recenti. Le animazioni dei personaggi videoludici, perciò, sempre più spesso stanno venendo gestite direttamente da AI, capaci di animare autonomamente corpi e volti attingendo a un database e scegliendo l’opzione migliore. Una soluzione che, va detto, ottiene risultati la cui qualità risulta spesso inferiore a quelli garantiti da un attore di primo livello; eppure il rapporto tra costi e benefici sembra spingere a vantaggio delle Intelligenze Artificiali, almeno a giudicare dai tanti sviluppatori che scelgono quest’opzione per i loro titoli.

Il futuro delle Intelligenze Artificiali nel videogioco riserverà sicuramente tante sorprese, ma allo stesso tempo il futuro è già iniziato. Staremo a vedere quali altre nuove applicazioni videoludiche vedranno la luce nei prossimi anni.