Inbound Strategies 2018: Strategie di Marketing per startup

Inbound Strategies 2018: scopri le Strategie di Marketing che puoi applicare anche alla tua startup

 

Nel 2018 il Marketing rappresenta uno dei pilastri portanti di una startup perchè dopo aver creato il prodotto-servizio, bisognerà attuare una serie di strategie per far conoscere il tuo brand al pubblico nazionale ed internazionale.

Immagino che tu abbia diversi dubbi e mille domande su quali Strategie di Marketing attuare in un mondo che scorre sempre più veloce.

Per aiutarti in questa scelta, abbiamo partecipato a Milano ad uno degli eventi di marketing più attesi dell’anno,Inbound Strategies 2018 e vi riporteremo le strategie di marketing più performanti e di maggior successo che potrai applicare alla tua startup.

1.Strategia di marketing per startup: inbound od outbound marketing?

 

Inbound Strategies 2018 inizia con lo speech di Jacopo Matteuzzi, CEO di Studio Samo, che introduce il concetto di Inbound Marketing.

Cos’è l’Inbound Marketing?

“L’Inbound Marketing è un insieme di strategie focalizzate sul farsi trovare da persone interessate al nostro prodotto/servizio. Attirarle verso il nostro marchio e farle diventare contatti, poi clienti, infine promotori”

Cit. Jacopo Matteuzzi, Inbound Marketing, Flaccovio Editore

L’Inbound Marketing quindi serve ad attirare i clienti interessati al nostro prodotto perchè risolve un loro problema o soddisfa un bisogno senza irrompere nella loro vita, mentre l’Outbound Marketing fa il contrario (ad esempio il call center che tempesta di telefonate la massa indistinta per offrire il proprio prodotto/servizio).

inbound strategies 2018- inbound vs outbound marketing

Come fare Inbound Marketing?

Anche tu puoi fare Inbound Marketing fornendo contenuti informativi (NO vendita diretta) che vanno a risolvere i bisogni degli utenti. Questi contenuti porteranno le persone a conoscere il tuo marchio, a fidarsi e a reputarti un esperto del settore e di conseguenza, implicitamente, porteranno alla vendita.

Quindi lo strumento principale dell’Inbound Marketing è il blog, non semplicemente un sito vetrina.

2.Strategia di marketing per startup: Performance Marketing

 

Il secondo speech di Valentina Vellucci, Digital Strategist per MagillaGuerrilla, parla di Performance Marketing.

I contenuti sono alla base dell’Inbound Marketing. Ma cos’è un buon contenuto?

Un buon contenuto è ciò che mette sul piatto la value proposition del prodotto.

Cit. Valentina Vellucci

Quando si creano contenuti bisogna inserirli all’interno di una strategia dove è possibile misurare le performance ed ecco che così si possono monitorare i risultati e capire quanto questi impattino sulle vendite.

Infine Valentina si sofferma sul funnel di vendita, evidenziando il fatto di concepirlo non come una struttura rigida ma come qualcosa di fluido poiché le persone hanno intenti e processi di ricerca imprevedibili e ci sono altri fattori che influenzano il processo di acquisto che non si conoscono (soprattutto se si tratta di una startup da poco sul mercato). Quindi bisogna individuare gli step laterali al di fuori del funnel.

3.Strategia di marketing per startup: Affiliate Marketing

 

Gannicola Montesano, CEO di ADSimple e affliato professionista dal 2007 ci spiega cos’è l’Affiliate Marketing e che benefici può portate alle aziende, mostrandoci una case history reale con tanto di numeri di una nota azienda italiana.

Cos’è l’Affiliate Marketing?

L’Affiliate Marketing è un ramo del web marketing basato sulle performance: l’affiliato, per raggiungere i risultati, utilizza tutti i canali promozionali sfruttandone le potenzialità.

In pratica l’Affiliate Marketing funziona in questo modo: ci sono 3 attori in campo, che sono l’Advertiser, l’Affiliato e la Piattaforma di affiliazione.

L’Advertiser è l’azienda che fornisce un prodotto/ servizio. Il Network o Programma di Affiliazione regola le transazioni tecniche ed economiche che avvengono tra Affiliato e Advertiser. L’Affiliato guadagna solo se genera una conversione (che può essere lead, vendita o qualsiasi altra azione) per una campagna promozionale e si dice che guadagna a performance o CPA (Cost Per Action). L’Affiliato diventa così un venditore online per una o più Aziende o Advertiser.

Avrai capito anche tu quanto sia potente l’Affiliate Marketing e come può aiutarti a generare maggiori vendite in quanto puoi contare sull’esperienza di diversi affiliati che sono in grado di raggiungere più velocemente i target del tuo prodotto e pagarli solo una volta che si è raggiunto lo scopo dell’affiliazione.

Gannicola Montesano afferma che la resa di una campagna dipende dal ROI (Return on Investment) e non da quanto si spende per ottenere un click, una lead. Per un affiliato professionista, un ROI soddisfacente è almeno del 60%.

4.Strategia di marketing per startup: Lead Generation

 

Uno degli obiettivi principali di qualsiasi azienda e a maggior ragione di una startup è quella di trovare nuovi clienti. La Lead Generation permette proprio di raggiungere questo obiettivo. Infatti le campagne di Lead Generation sono delle campagne di marketing che mirano all’acquisizione e alla generazione di una lista di nuovi lead (contatti). Un lead è una persona realmente interessata al tuo prodotto o servizio di cui acquisisci ,tramite campagne di marketing, diversi dati come nome, email e numero di telefono.

Questo strumento può portare davvero un flusso continuo di clienti ma se non le si sa sviluppare correttamente si rischia soltanto di investire grandi budget senza alcun ritorno effettivo.

Per evitare tutto questo e per creare campagne di Lead Generation di successo, Alessandro Frangioni, esperto di Facebook Ads e Google Adwords, spiega i 10 errori più comuni quando si fa una campagna di Lead Generation.

Inbound Strategies 2018- lead generation

  1. Uso scorretto dei canali selezionati: i clienti sono ovunque, bisogna avere un mix di canali per intercettarli ovunque essi si trovino.
  2. Sito web al posto delle landing page: quando si vuole promuovere un evento preciso oppure un singolo prodotto bisogna creare una landing page, ossia una singola pagina dove gli utenti vedranno una sola cosa, non potranno cliccare su altre voci, non verranno distratte da altri elementi o informazioni ma tutto si concentrerà sulla comunicazione di un singolo messaggio.
  3. Copy troppo generico: le persone si fermano davanti a un annuncio pubblicitario grazie alla grafica ma attuano un’azione grazie al testo.
  4. Split-Test: fare sempre degli split-test è utile, ma testando un elemento alla volta, lasciando gli altri elementi invariati. Ad esempio: testo uguale e diverse immagini o viceversa.
  5. Mancata gestione del Lead: a volte capita che alcune campagne generino troppi lead e l’azienda non riesca a gestirli. Di solito un lead acquisito tramite Facebook Ads oppure attraverso annunci su Google Adwords vanno ricontattati entro 24 ore.
  6. Ads Invaders. 
  7. No Optimization.
  8. Puntare tutto sulle conversioni: punta tutto sulle micro-conversioni, cioè sui diversi step che l’utente compie prima di effettuare l’azione che ci aspettiamo. Sulle micro-conversioni si possono creare dei target diversi a cui mandare diverse ads. Per micro-conversioni si intende: Click, Tempo, Pagine, Eventi custom.
  9. Remarketing poco preciso: questo è un errore tecnico nel lasciare il pixel attivo per troppo tempo che perseguita un utente anche dopo aver comprato da noi.
  10. Monitoring poco curato: monitorare sempre le proprie campagne perchè c’è sempre qualcosa da migliorare per ingaggiare nuovi lead ma anche per diminuire il costo di acquisizione contatti.

Questo è il sunto principale dell’evento Inbound Strategies. Partecipare a questo tipo di evento è sicuramente un bene per qualunque professionista si accosti al mondo del Marketing Digitale e al mondo startup!

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