Hypervsn: la startup degli ologrammi a led del futuro

Gli ologrammi a led stanno diventando una realtà sempre più vicina: lungi dall’essere un’invenzione da fantascienza, è in procinto di entrare a far parte delle nostre vite quotidiane nel giro di breve tempo. Questo, almeno, è ciò che si può intuire prendendo in esame i risultati di uno studio condotto da un team di ricercatori della Brigham Young University, che ha sviluppato una tecnica attraverso la quale è possibile riprodurre a mezz’aria bozzetti di luce di dimensioni minime. Per dare vita a tali immagini che sembrano spuntare dal niente, gli studiosi Kiryl Chykeyuk e Art Stavenka hanno usato i led al posto dei laser: è nato, quindi, Hypervsn, che ha debuttato in occasione del CES di Las Vegas per poi essere replicato al Mobile World Congress andato in scena a Barcellona.

Una sorprendente illusione ottica

Eravamo abituati al carattere intrinsecamente innovativo delle TV LED, ma forse nessuno si aspettava che dalla stessa tecnologia potesse derivare una illusione ottica tanto spettacolare. I due ricercatori, che sono di origine bielorussa, hanno studiato in Gran Bretagna e in seguito hanno dato vita a una startup, denominata Kino-Mo, attraverso la quale si sono cimentati in una lunga teoria di esperimenti. All’inizio, per esempio, hanno realizzato un display dentro le ruote di una bicicletta, con cui hanno catturato l’attenzione di molteplici investitori. In un secondo momento, però, hanno capito che sarebbe stata necessaria una soluzione destinata al settore del retail, ed è così che ha visto la luce Hypervsn.

Che cos’è Hypervsn

Ma che cos’è di preciso Hypervsn? Si tratta di un’elica costituita da 4 pale sulla quale sono collocati vari led. Ciascun led, a sua volta, contiene al proprio interno un microprocessore, attraverso il quale viene programmato. L’illuminazione combinata con la rotazione a velocità elevata fa sì che le pale non siano più visibili, e che al loro posto compaiano le immagini.

Un successo annunciato?

In attesa che vengano individuate delle applicazioni pratiche per tale invenzione, la scoperta dei due bielorussi ha già suscitato un certo scalpore, almeno pensando all’effetto che tali ologrammi hanno innescato a Las Vegas: davanti allo stand della loro società, infatti, c’era una folla decisamente importante. Kino-Mo è stata finanziata dal britannico Richard Branson e dallo statunitense Mark Cuban: non proprio due nomi di secondo piano, a conferma delle prospettive rosee di questo progetto. L’ascesa di Chykeyuk e di Stavenka negli ultimi tempi è stata a dir poco rapida: nel giro di due anni sono passati da uno stand piccolissimo nell’Eureka Park all’acclamazione del grande pubblico. Insomma, dallo spazio pensato per le startup allo showfloor principale il passo è stato lungo.

Che cosa cambierà

Entrando nel dettaglio dei risvolti pratici degli ologrammi, lo scopo dei due giovani bielorussi è quello di rimpiazzare i display led che vengono utilizzati per i cartelloni e per le insegne, e che essi ritengono obsoleti e destinati a essere sostituiti. La nuova tecnologia permette di far vedere video in due dimensioni, anche se le performance ottimali si ottengono con immagini renderizzate in tre dimensioni. La sensazione è che gli oggetti tridimensionali si trovino a mezz’aria e fluttuino. Un effetto visivo che lascia a bocca aperta, e che non a caso ha convinto investitori di un certo livello: realtà come Samsung, Coca Cola e Apple hanno già stretto accordi per impiegare in futuro questo tipo di ologramma.

Il futuro è già qui

Ma già adesso gli ologrammi possono essere visti da vicino, per esempio nel flagship store di Louis Vouitton nelle vetrine dei grandi magazzini Bloomingdale’s. I display privi di schermo hanno conosciuto un’evoluzione importante in poco tempo, anche per effetto della combinazione di eliche diverse, grazie a cui è stato possibile generare delle immagini di dimensioni maggiori.

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