Fondo Startup e PMI innovative: arriva la firma della Corte dei Conti

Fondo Startup e PMI innovative: arriva la firma della Corte dei Conti ma i dubbi permangono

A quanto pare ci siamo: dopo alcuni mesi di attesa è arrivata la firma della Corte dei Conti sul decreto attuativo per ciò che concerne il Fondo per Startup e PMI Innovative da 200 milioni di euro. Finalmente si sblocca una situazione che si era fatta difficile e che dovrebbe dare una boccata d’ossigeno al settore, ma i dubbi e le incertezze permangono.

In questo post a cura di StartUp Mag, vedremo insieme quali sono gli elementi fondanti della manovra e le novità in arrivo.

Da maggio ad oggi: un lungo iter per l’approvazione

Come si apprende da AgendaDigitale.eu, il fondo dedicato a Startup e PMI Innovative ha seguito un lungo iter, fino alla firma. Infatti, inserito a maggio dal Decreto “Rilancio” (articolo 38, comma 3) e iscritto a luglio in gazzetta ufficiale, l’iter procedeva spedito con la firma del Ministro Patuanelli del decreto attuativo ad agosto e l’invio alla Corte dei Conti per la verifica finanziaria. Ma purtroppo quello che era stato un percorso abbastanza veloce fino a quel momento, si è interrotto fino a novembre, quando finalmente c’è stata la tanto agognata firma.

Le misure prevedono uno stanziamento pari a 200 milioni di euro destinati al settore, sotto forma di finanziamenti la cui somma è allocata sul fondo di sostegno al Venture Capital istituito presso il MiSE, che successivamente verranno affidate al Fondo Nazionale Innovazione per l’erogazione agli aventi diritto.

Grazie a questo fondo potranno essere erogati finanziamenti fino a 4 volte il valore dell’investimento degli investitori privati, nel limite di 1 milione di euro per singola impresa avente diritto.

I dubbi permangono

Molti dubbi comunque permangono sullo strumento, a detta di molti non abbastanza efficace per colmare le difficoltà di entità, le quali hanno conosciuto tempi difficili durante il covid e che avrebbero bisogno di ben altro sostegno da parte del Governo. Infatti, in molte entità economiche hanno conosciuto una riduzione dei ricavi nei primi sei mesi dell’anno, altre hanno problemi di liquidità, e a questo si aggiunge la nuova stretta del Governo e la seconda ondata della pandemia, che rischia di mettere definitivamente KO tante altre realtà italiane.

Urgono investimenti e sostegno delle imprese innovative, che sono quelle che possono aiutarci più di tutte ad uscire velocemente dalla crisi nella quale siamo piombati da alcuni mesi a questa parte. Se avevamo un gap pre-covid da questo punto di vista, questi mesi non hanno certo aiutato Startup e PMI Innovative ad accrescere la propria incidenza nell’economia del paese.

Un appello al Governo: fate di più e più in fretta, per un paese che ha bisogno di misure urgenti e necessarie per rilanciare un’economia che ha bisogno delle startup, delle imprese innovative, di soluzioni digitali che si sono rivelate imprescindibili in questi ultimi mesi. L’Italia ha bisogno di ripartire e di essere al passo con gli altri paesi più sviluppati. Se il mondo si muove verso la digitalizzazione, la politica italiana e il tessuto imprenditoriale deve fare altrettanto!

 

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