E-commerce in Italia: lo sviluppo che può sostenere il paese

E-commerce in Italia: lo sviluppo che può sostenere il paese nel post di StartUp Mag

In Italia la crisi del comparto produttivo è sotto gli occhi di tutti. Infatti il PIL del paese è ormai al palo da un bel pò di tempo, e sembra non vedersi mai la luce in fondo al tunnel. Manovre economiche, del tutto prive di produttività, in questi anni non hanno prodotto i risultati sperati.

Ma forse una speranza di riavviare l’economia italiana esiste ancora ed è rappresentata dalle odierne tecnologie digitali, che consentono di acquistare prodotti di ogni tipo in tutta comodità, semplicemente restando a casa propria. Stiamo parlando degli shop online, che ogni giorno vedono crescere la propria quota di mercato a discapito dei tradizionali negozi fisici, aiutando così l’industria italiana a rimanere ancora in piedi, nonostante tutto.

Ma qual è lo stato degli E-commerce in Italia?

Vediamolo in questo post a cura di Start Up Magazine, che ha analizzato i dati di Casaleggio Associati, che evidenzia una netta crescita nel volume d’affari dei negozi online in moltissimi settori merceologici.

E-commerce in Italia: lo sviluppo del commercio online nel nostro paese

L’e-commerce italiano è uno dei mercati con maggiore potenzialità. Se infatti il volume d’affari continua a crescere in doppia cifra, rimane ancora da colmare il gap con gli altri paesi nord-europei. Ed è così che negli anni il nostro paese è stato terra di conquista per grandi player stranieri, pronti a fare business online in Italia: Booking e Expedia nel turismo, Amazon nell’elettronica di consumo e nell’editoria, Just Eat nella consegna del cibo, Zalando per l’abbigliamento nonostante la resistenza di YOOX, e sempre nuovi player stranieri stanno entrando in settori fino ad oggi più protetti, come ad esempio quello farmaceutico. Il motivo sta nella mancanza di investimenti e l’accesso ai finanziamenti che permetterebbe alle imprese italiane di essere più competitive sul mercato. Ma questo è molto ampio, e nei prossimi anni si prevede una ripresa dell’imprenditoria italiana pronta a investire sui nuovi canali digitali. Infatti il numero di nuove piccole imprese italiane che operano online è aumentata del 2%, raggiungendo il 9%, anche se ancora abbastanza distante dalla media europea del 15%, dove la natura giuridica prescelta è rappresentata da: Imprese Individuali (62%), Società di capitale (32%), Società di persone (6%) e Altre forme (0,94%).

La produzione tradizionale nel settore industriale trova sfogo nel mercato online con nuove nazioni da conquistare e nuovi prodotti da distribuire grazie alle strette partnership con i colossi della GDO.

Un mercato molto fiorente ad esempio è quello del caffè online, dove molti brand offrono i propri prodotti a prezzi convenienti. Sono molte le aziende che hanno sviluppato negli anni il business della vendita di macchine da caffè per casa o ufficio a prezzi molto vantaggiosi, e lo stesso dicasi per la vendita delle cialde in rete.

Le torrefazioni online come outletcaffe.it, associata a Toro Caffè vendono direttamente al cliente finale “capsule compatibili” con i brand più noti, come le conosciutissime “capsule Nespresso compatibili”, le “capsule Dolce Gusto Nescafè” e le “cialde A Modo Mio compatibili” insieme a molti altri prodotti di altrettante torrefazioni, come “Borbone”, “Lollo”, “Kimbo”, “Lavazza”, “ToDa”.

La vecchia industria sopravvive e cresce grazie al settore online che accorcia le distanze con il pubblico, lontano migliaia di km.

Ma la necessità di costituire nuove attività operanti nel comparto è dettata dall’aumento della popolazione italiana online, che raggiunge 42,3 milioni di utenti unici al mese, che si connettono da fisso e da mobile. E, mentre la navigazione da desktop si riduce passando da 35,4 milioni e 28,4, cresce invece il numero di persone che si collega utilizzando prevalentemente utilizzando dispositivi quali smartphone e tablet.

Nel 2018 il mercato e-commerce B2C in Italia ha generato un fatturato di 41,5 miliardi di euro, crescendo complessivamente del 18% rispetto all’anno 2017. I consumatori online sono invece circa 38 milioni, il 62% della popolazione, e i dati previsionali ci dicono che entro il 2023 raggiungeranno quota 41 milioni.

Guardando i dati, emerge comunque un gap profondo rispetto agli altri paesi europei, dove i dati sono molto più alti e interessanti. Ma ciò significa anche possibilità di sviluppo profonde ed è per questo che bisogna insistere.

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