Crescita di una startup: il modello Growth Engine

Crescita di una startup: il modello Growth Engine

Quando fondiamo una startup, vogliamo che questa cresca fino a diventare un’entità rilevante nel mare magnum di imprese operanti sul mercato. Per farlo è molto importante seguire un modello, uno schema strategico, un business model che possa guidare la nostra azione. La crescita deve essere supportata dai risultati di breve, medio e lungo termine, dal punto di vista del fatturato, del numero di clienti, nuovi e fidelizzati, dal profitto via via crescente.

Ma che modello può aiutarci in questa vera e propria scalata?

In questo post di StartUp Magazine accenniamo ad un modello molto interessante, trattato da Alessia Camera nel suo ultimo libro “StartUp Marketing“, che abbiamo il piacere di riportarvi: il Growth Engine, che in gergo significa letteralmente “Motore di Crescita”.

Crescita di una startup: cos’è il modello Growth Engine?

Il modello Growth Engine come detto, è un sistema di crescita dell’azienda in modo naturale che non sia frutto solamente di strategie di marketing a breve termine, ma che avvenga in maniera organica.

Questo modello fa in modo che, se il sistema è ben progettato, porti alla crescita: è un loop che definisce il ciclo di vita e di crescita di una startup o anche di un singolo prodotto/servizio.

Ci sono tre diversi modelli che possono definire la Growth Engine, ognuno dei quali possiede dei parametri specifici che aiutano a definire una certa velocità di crescita e definire un set di metriche specifiche.

Questi modelli possono essere così riassunti:

  • Sticky, quando la crescita si basa sul mantenimento del coinvolgimento degli utenti e la capacità di far provare il prodotto in esame, stimolandone la retention;
  • Viral, quando una startup si concentra su passaparola o sulla creazione di un sistema virale, che consente di accelerare il processo di crescita aziendale;
  • Paid, quando una startup si basa, per far conoscere il prodotto, ad un sistema di campagne a pagamento. Si tratta di un modello sostenibile solo se il costo di acquisizione del cliente è inferiore all’importo che egli spenderà per acquistare i prodotti dell’azienda;

Questi modelli possono più o meno convivere insieme, anche se si consiglia di testarli prima, per capire quale si adatta meglio alle esigenze della startup in quel momento specifico.

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