Coworking per parrucchieri a Milano: la nuova moda che proviene dagli USA

Il progetto si chiama Una Poltrona per due: sarà una smania di innovazione, o potrà avere ricadute reali sull'economia?

Coworking per parrucchieri e barbieri: da Silicon Valley a Milano

Nell’era delle innovazioni e delle startup, sta cominciando a prendere piede una nuova tendenza: quella di affittare uno spazio di coworking per parrucchieri e barbieri. Sarà infatti possibile che questo tipo di innovazione diventerà, per i coiffeur che vogliono avviare un’attività, un’alternativa all’apertura del proprio salone personale, spesso costoso e complicato da gestire. Si tratta di una sala gestita da un coiffeur proprietario della bottega, che affitta le sedie a giovani artigiani che intendono avviare un’attività facendosi “un nome”.

Lo scopo del Comune di Milano – che attualmente sta sperimentando il sistema – sarebbe quello di portare una maggiore competizione nel mercato, mettendo a confronto più professionisti e permettendo loro anche una maggiore sostenibilità dei costi fissi di gestione del punto vendita.

Sembra che si tratti di un’innovazione che sta già prendendo piede negli Stati Uniti, dove, in particolare, a San Francisco, stanno già scomparendo le antiche botteghe per fare posto a spazi in coworking per parrucchieri, ovviamente informatizzati e dotati di tutte le attrezzature informatiche necessarie a prenotare la sedia e il tipo di taglio.

A quelle latitudini sembra che il tagliarsi i capelli stia diventando un’impresa abbastanza ardua: si prenota la sedia on line – perché in alcuni casi non è prevista la possibilità di entrare senza prenotazione – e una volta sul posto si dovranno fare i conti con tariffe diversissime, che tengono conto del curriculum vitae di ogni singolo professionista, nonché della tensione che si registrerà fra colleghi, visto che si instaurerà una guerra di prezzi all’ultimo sangue per accaparrarsi il cliente.

Un’ulteriore caratteristica particolare della nuova tipologia è quella dell’assenza di forbici da taglio, bandite per fare posto a rasoi elettrici per tagli eccentrici ed avveniristici: chi vuole per così dire, il taglio tradizionale – come accadeva nelle botteghe tradizionali – deve pagare un supplemento di 5 €.

A fine rasatura, ancora deve arrivare il bello! Si potrà infatti pagare il compenso al barbiere attraverso il tasto dell’I-phone, appositamente messo a disposizione degli avventori. In questo modo potrai lasciare la tua mail e ricevere tutte le offerte di sconto, gli auguri di buon compleanno e di onomastico ma anche le richieste di like e i suoi consigli di “bellezza”.

Coworking per parrucchieri a Milano: la nuova moda che proviene dagli USA

Come funziona negli USA questa formula?

Negli Stati Uniti si chiamano “booth rental station”, cioè letteramente: noleggio di una cabina. I protagonisti diretti del fenomeno sono giovani hair fashion stylist che, stanchi di lavorare su commissione o come dipendenti, decidono di mettersi in proprio e affittando una postazione – sedia e specchio – in uno dei grandi “hair studios”, condividendo con altri parrucchieri spazi di lavoro e lavatesta. «La formula è quella usata nel backstage dei fashion show», spiega Eduardo Lazo, hair stylist cubano e titolare insieme alla moglie di Echos Hair Design (echoshairdesign.com), co-working space per soli parrucchieri in piena downtown a San Francisco.

Coworking per parrucchieri a Milano: la nuova moda che proviene dagli USA

«Io fornisco lo spazio e i servizi, mentre i 10 professionisti che affittano le postazioni all’interno del mio salone portano con loro la propria clientela. Condizione imprescindibile è avere già dei clienti per riuscire a rientrare con le spese dell’affitto» afferma Eduardo.

Il costo di una sedia varia dagli 800 ai 2000 dollari: dipende dalla città, dalla location e dalla fama dello studio.

Questo è un fenomeno in netto aumento: nella sola San Francisco ne esistono già più di 50 e ogni anno si registrano nuove aperture.
“Per me la possibilità di coworking ha significato il materializzarsi di una grande occasione», racconta Tik Coleman, hair stylist. “Ero stanca di lavorare su commissione o di stare alle regole di un capo di cui non condividevo lo stile. Ora mi sento più libera di usare la mia creatività e di condividere con i miei clienti la mia esperienza e la mia personale idea di bellezza, una qualità interiore racchiusa in ogni essere umano. Il mio compito é solo quella di farla emergere”. 

In generale, in ogni studio si condivide il lavatesta e la cucina e nell’affitto sono incluse spese di luce ed elettricità. Per quanto riguarda spazzole, pettini, forbici e altri prodotti, ognuno è libero di usare ciò che vuole.

Vedremo se anche in Italia si affermerà questa moda che negli USA e nei paesi più sviluppati è ormai realtà da diverso tempo. A voi piace questa idea? Scrivetelo nei commenti!

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