Controllo degli accessi: i tornelli

I tornelli sono un efficiente metodo di controllo degli accessi, infatti sono utilizzati sia in ambito aziendale, sia in luoghi con accesso al pubblico. Si tratta di utili strumenti che sono usati sempre di più per il controllo di chi accede a uno specifico spazio. Consentono infatti di effettuare sia un controllo fisico degli accessi, sia una verifica delle credenziali in possesso del singolo soggetto. In questo modo si risponde anche alle esigenze correlate alle vigenti leggi.

Come funziona un tornello

Praticamente chiunque è entrato a contatto con dei tornelli, almeno una volta nella propria vita. I più classici sono quelli utilizzati in ambito pubblico, ad esempio per l’accesso alle metropolitane, ai palazzetti, agli stadi. Sono i cosiddetti tornelli a tutta altezza, che impediscono in modo importante l’accesso ad uno spazio, in quanto ne chiudono il varco con una gabbia. 

Negli ultimi anni però sono sempre più spesso in uso strumenti più leggeri e meno ingombranti, costituiti da 3 barre giranti, imperniate su un sistema rotatorio. Sono da considerare tornelli anche i cancelletti di accesso spesso usati nei supermercati e nei negozi, con una barra a C che chiude l’ingresso e che si sposta.

Come si effettua l’ingresso

La tipologia di controllo all’ingresso garantita da questo tipo di chiusura dipende dalla situazione in cui viene utilizzata. Ci sono luoghi in cui la chiusura serve semplicemente a regolare l’afflusso o l’accesso, come avviene in uno show room o in un supermercato; in questi casi dei sensori di prossimità muovono il cancelletto, che si apre non appena un avventore arriva nei pressi. 

In altre situazioni invece il tornello si mette in movimento solo al passaggio di soggetti che hanno le credenziali necessarie all’accesso; tali credenziali possono essere il biglietto della metropolitana, così come un badge aziendale. Si tratta spesso di tessere magnetiche, sulle quali è possibile caricare varie tipologie di informazioni.

Utilizzare i tornelli in azienda

Negli ultimi anni la necessità di controllare gli accessi all’interno di una qualsiasi realtà produttiva ha molto ampliato l’ambito di utilizzo di cancelletti e chiusure meccanizzate, da utilizzare al posto delle classiche timbratrici. Questo perché grazie a queste installazioni il singolo soggetto che accede a una specifica area è costretto, suo malgrado, a identificarsi, utilizzando il classico badge aziendale o anche altri sistemi di riconoscimento. 

Oggi alcune realtà usano anche sistemi più sofisticati di identificazione, quali ad esempio la lettura delle impronte digitali. I sistemi di controllo sono collegati a software che consentono di monitorare costantemente la presenza dei soggetti all’interno di specifiche zone. In questo modo chi si occupa della gestione delle risorse umane ha il polso della situazione in ogni momento della giornata lavorativa. 

Un tempo, quando le timbratrici erano utili quasi esclusivamente per questioni correlate al calcolo delle paghe mensili, l’interesse nell’utilizzo di tali strumenti era quasi esclusivamente del dipendente. Oggi le cose funzionano in modo assai diverso, visto che il responsabile della sicurezza deve conoscere il numero, l’entità e la precisa identità di chi accede all’azienda, cosa attuabile grazie ai nuovi sistemi digitali.

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