Condizionatori d’aria: la sfida della startup Transaera per ridurre l’inquinamento

Condizionatori d’aria: la sfida della startup Transaera per ridurre l’inquinamento con un nuovo modello. Ne parliamo in StartUp Mag

La sfida all’inquinamento non è iniziata oggi, ma solo da pochi anni si è compreso che non è rimasto ancora molto tempo alla Terra per ridurre le emissioni inquinanti. Una delle sfide più difficili da vincere è la riduzione dei tristemente famosi gas serra, che sono quelli colpevoli dell’innalzamento delle temperature e del buco dell’ozono. Visto che il reddito dei paesi di sviluppo aumenta considerevolmente, si prevede che l’impatto sull’inquinamento della Terra potrebbe essere devastante negli anni a venire. Infatti prodotti, tecnologie, consumi aumenteranno e le risorse a nostra disposizione si assottigliano sempre di più. Uno dei settori più sensibili a questo tipo di fenomeno sono i condizionatori d’aria. Infatti si prevede che la domanda di condizionatori d’aria triplicherà entro il 2050, soprattutto nei paesi in via di sviluppo.

L’impennata moltiplicherà quella che è già una delle principali fonti di emissioni di gas serra: l’aria condizionata è attualmente responsabile di quasi il 20% dell’uso di elettricità negli edifici pubblici e privati.

Per poter arginare il problema occorre innovare la tecnologia esistente per produrre un condizionatore d’aria meno impattante sull’ambiente. E’ questa la sfida che si trova ad affrontare la startup Transaera. Ne parliamo nelle righe che seguono!

La sfida di Transaera e del professor Mircea Dinca del MIT

Per vincere la sfida della produzione di condizionatori d’aria meno inquinanti, secondo quanto appreso da un interessante post a cura del MIT, la startup Transaera sta utilizzando una nuova classe di materiali meno inquinanti, promossi dal professor Mircea Dinca del MIT per oltre un decennio, per creare un condizionatore d’aria più efficiente dal punto di vista energetico.

Secondo l’azienda il suo nuovo condizionatore potrebbe ridurre di 4/5 le emissioni di gas serra nell’ambiente rispetto ai condizionatori tradizionali. Infatti il problema principale dei condizionatori è che la loro tecnologia non è cambiata di tanto da quando sono stati inventati circa 100 anni fa.

L’azienda è attualmente finalista in una competizione globale per riprogettare il condizionatore d’aria secondo i nuovi standard. Il vincitore del concorso, denominato Global Cooling Prize, riceverà 1 milione di dollari per commercializzare le proprie macchine.

I MOF

Al centro del design di Transaera c’è una classe di nuovi materiali chiamati MOF, che assorbono passivamente l’umidità dall’aria mentre la macchina funziona. Il co-fondatore Mircea Dincă, professore di energia presso il dipartimento di chimica del MIT, ha svolto delle ricerche pionieristiche sui MOF e i membri del team dell’azienda vedono il progresso commerciale dei materiali come una parte importante della loro missione. L’unico problema dei MOF è la difficoltà nel produrli su larga scala perchè sono anti-economici. Ed è proprio questa la principale sfida che attende Transaera.

Le proprietà dei MOF derivano dalla loro ampia superficie interna e dalla capacità di regolare con precisione le dimensioni delle minuscole camere che le attraversano. Dincă aveva precedentemente sviluppato MOF con camere abbastanza grandi da intrappolare le molecole d’acqua dall’aria. Li ha descritti come “spugne con steroidi”.

Inoltre, un altro ambito di utilizzo dei MOF nei condizionatori riguarda anche la capacità di assorbire l’umidità. Infatti l’uso dei condizionatori, oltre che raffreddare l’aria all’interno di una stanza, è quella di asciugarla dall’umidità. Con i MOF di Transaera è possibile raccogliere passivamente l’umidità quando l’aria entra nel sistema. Il calore di scarto della macchina viene quindi utilizzato per asciugare il materiale MOF per il riutilizzo continuo.

Transaera e il premio Global Cooling Prize

Transaera è stata formalmente fondata all’inizio del 2018 e il Global Cooling Prize è stato annunciato nello stesso anno.  La startup è stata selezionata come uno degli otto finalisti e ha ricevuto già un premio di circa $ 200.000 per consegnare prototipi agli organizzatori della competizione. Mediante i loro sistemi, si è dimostrato che l’approccio di Transaera è giusto. Con il nuovo materiale utilizzato, il sistema ha avuto un impatto climatico significativamente inferiore rispetto ai prodotti tradizionali.

Il Global Cooling Prize annuncerà il suo vincitore il mese prossimo. Indipendentemente da ciò che accadrà, Transaera quest’anno farà crescere il suo team ed eseguirà ulteriori prove a Boston del suo prodotto innovativo.

Come affermato dal CEO di Transaera, Sorin Grama:

“I MOF aprono così tante possibilità per tutti i tipi di dispositivi rivoluzionari, non solo nel condizionamento dell’aria, ma anche nella raccolta dell’acqua, nell’accumulo di energia e nei super condensatori. Questa conoscenza che stiamo sviluppando può essere applicata a tante altre applicazioni lungo la strada, e mi sento come se fossimo pionieri in questo campo e spingendo il limite della tecnologia”.

Staremo a vedere cosa accadrà al prodotto di Transaera. Sarebbe fantastico riuscire a ridurre in modo drastico le emissioni di gas serra con un prodotto che possa allo stesso tempo migliorare la qualità della vita della popolazione mondiale, e di quei popoli che pian piano stanno crescendo economicamente.

1 Commento
  1. […] Combattere l’inquinamento è una delle più grandi sfide che deve affrontare, in questa nuova Era, l’essere umano. Tra le tante tipologie di inquinamento a cui fare attenzione, l’inquinamento dell’aria è quella che desta maggiore preoccupazione. Smog, fabbriche in funzione, emanazione del pericolosissimo gas serra, e tutta una serie di attività sviluppate dall’uomo producono danni gravi all’aria che respiriamo e richiedono quindi un intervento rapido ed efficace. Ed è qui che scendono in campo Scienza e Tecnologia, unite per sconfiggere il problema. […]

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