Come valutare le performance degli influencer

Come valutare le performance degli influencer grazie a nuove metriche

Oggi viviamo in un mondo dove i social media impegnano le nostre giornate. Tra un video, una foto, un commento e un like, il nostro tempo è scandito nel postare e nel monitorare ciò che viene postato dagli altri. Se siamo un’azienda, essere presenti sui social media significa anche intraprendere delle collaborazioni con influencer del settore, in grado di far conoscere al pubblico il nostro prodotto e/o il nostro marchio oltre che saperlo comunicare nel giusto modo. Ma prima di intraprendere una collaborazione professionale con l’influencer, occorre conoscere le sue performance, soprattutto in caso di collaborazione retribuita. Accanto alle metriche tradizionali, che non sono molto affidabili (il numero di follower ad esempio), ve ne sono moltissime altre, e attraverso queste è possibile segnare un benchmark tra i diversi influencer, al fine di individuare quello più adatto a rappresentarci.

Queste nuove metriche sono state presentate da Buzzoole nel suo whitepaper e che noi vi presentiamo nelle righe a seguire: buona lettura e benvenuti su StartUp Mag!

Non solo vanity metrics

Buzzoole ha cercato di fornire il giusto punto di vista per valutare il lavoro degli influencer, non basandosi più solamente sulle vanity metrics, ossia su metriche superficiali che tengono conto, ad esempio, solamente del numero di follower oppure il tasso di interazione.

Valutare un influencer oggi significa tenere in considerazione tanti fattori: prima di tutto non tutti gli influencer sono uguali. Infatti, occorre prima di tutto dividerli in fasce, a seconda del numero di follower.

In questo caso la suddivisione avviene in questo modo:

  • novice, coloro che hanno fino a 10.000 follower;
  • micro, da 10.000 a 100.000 follower;
  • top, da 100.000 a 1 milione di follower;
  • celebrity, ossia quelli che eccedono il milione di follower;

Se suddividiamo in questo modo gli influencer, ci ritroviamo a valutare l’average reach, ossia la portata media dei post, quindi a quante persone mediamente arriva il messaggio dell’influencer. Dato interessante: tra il 2020 e il 2021 la portata media dei post su Instagram e Facebook si è ridotta per tutte le categorie tranne per i top, che invece conoscono un incremento. Ovviamente il motivo sta nell’algoritmo, che tende sempre più a premiare i contenuti a pagamento. Accanto a questo fattore, un altro elemento chiave forse sta nell’utilizzo maggiore di TikTok, dove oggi sono convogliati i maggiori sforzi degli influencer per diventare famosi.

Altro dato importante è l’average engagement, quindi il tasso medio di interazione con i post dell’influencer. Qui il dato interessante sta nel fatto che le interazioni generate dai profili TikTok sono 2,6 volte più alte rispetto a quelle dei profili Instagram. E questo si rivela il punto di forza del social cinese rispetto alle altre piattaforme social.

Altro elemento da non sottovalutare è rappresentato dal tasso di engagement, quindi del tasso di interazione del pubblico con i post dell’influencer. Questo, pur presentando delle criticità, viene molto utilizzato dai marketer per valutare il lavoro di un influencer. Si calcola come rapporto tra numero di interazioni e numero di follower.

Dall’analisi Buzzoole emerge che su Instagram i novice riescono ad ottenere circa il 5,8% delle interazioni dai propri seguaci, i micro il 2,1%, i top l’1,70% e le celebrity l’1,6%. Quindi paradossalmente l’algoritmo premia chi ha meno follower rispetto a chi ne ha di più.

Se spostiamo l’attenzione sul settore, l’analisi si fa parecchio interessante. L’azienda napoletana ha individuato nello Sport il settore numero 1 per quanto riguarda la partecipazione del pubblico, seguito da Entertainment, Gioco d’Azzardo e Automotive. Più indietro Fashion e Family.

Se ci spostiamo su Instagram e consideriamo invece il tasso engagement/reach, quindi l’interazione in base al pubblico raggiunto, una metrica più profonda e critica, notiamo che i settori che usufruiscono dei migliori risultati sono Fashion, Beauty e Travel.

Se volete approfondire l’argomento e scaricare il whitepaper, potete visitare il sito Buzzoole. Alla prossima da StartUp Mag!

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